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lunedì 13 giugno 2011

Dopo l'Europride - Considerazioni

«A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato [...] e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo.
La Chiesa non può tacere la verità [...] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male.
»

Queste le parole che sono apparse sui manifesti della contro-manifestazione organizzata da Militia Christi a Roma, in concomitanza con l'Europride, ormai tristemente noto. Non sono parole di mons. Marcel Lefebvre, e nemmeno dei suoi seguaci contemporanei; non sono parole di qualche prete che oggi coloro che amano definirsi "cattolici adulti" disprezzano, usando la parola "tradizionalista" in un senso negativo che non ha. Queste sono parole del beato Giovanni Paolo II, lo stesso beato che non più tardi di un mese e mezzo fa una platea di giovani e adulti andava acclamando addirittura come santo, come un papa amico dei giovani; gli stessi giovani che oggi, pur definendosi cattolici, la pensano in maniera totalmente difforme da quello che il Catechismo della Chiesa cattolica va predicando (il che fa sorgere qualche dubbio sul fatto che costoro abbiano in mente cosa significhi definirsi "cattolici"). Come non ricordare lo sconforto del papa, che aveva supplicato nel lontano 2000 di risparmiare la città di Pietro dalla parata della lussuria e della perversione che anche lo scorso sabato ha avuto luogo; quelle parole e quella parte del messaggio di papa Wojtila oggi sembrano essere state dimenticate. Volontariamente o no poco importa; non possiamo non pensare a come, dal Cielo, papa Giovanni Paolo II continui a rimanere amareggiato e sconfortato per quello che è uscito dal palco del circo massimo sabato scorso: "Facciamo la rivoluzione dell'amore"? Che amore devono inseguire i cristiani, se non Dio che è Amore? E' Lui l'Amore, che ama fino al punto di dare il suo unico Figlio per i suoi figli, giusti o ingiusti che siano, anche per coloro che hanno preso parte alla oscena mascherata. Se noi cristiani crediamo che Dio è Amore, e che Dio è unico nella sua Trinità, come possiamo pensare ad una rivoluzione dell'amore? Quell'amore di cui si parla non è certamente l'amore divino, è l'uomo che vuole sostituire Dio, adorando veri e propri anticristi, chiamando dio (amore) gli idoli della lussuria, gli atti sessuali sfrenati e contro natura, la concupiscenza.
Come non pensare al rammarico del beato Giovanni Paolo II di fronte a tanti giovani che si dicono cristiani, abbagliati dalla mentalità relativista e new age del mondo di oggi, che giudicano la Chiesa arretrata perché non accetta queste aberrazioni dell'amore? La Chiesa che per prima esorta a non discriminare ingiustamente qualsiasi fratello con tendenze di carattere omosessuale, ma non per questo si tira indietro quando si tratta di condannare l'atto come intrinsecamente sbagliato. Lo dice il Catechismo, lo dice il beato Giovanni Paolo II: "La Chiesa non può tacere la verità perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male". Ed anche coloro che contestano la Chiesa, a volte addirittura dal suo interno, devono arrendersi a questa verità, non avendo argomenti seri con cui controbattere all'unica Verità che è Gesù Cristo.
I carri sono stati smontati, deposte le parrucche e reindossati i vestiti: la parata è finita; noi cristiani, però, rimaniamo in questo mondo. Il rammarico, come quello del padre della parabola che vede allontanarsi verso la perdizione il figlio, dopo avergli anticipato la sua parte di eredità, non ci lasci in preda al totale sconforto e alla disperazione; preghiamo ancora di più per noi e per questi fratelli, che accecati dai desideri della carne, non riescono ad assecondare quelli dello spirito: che il Signore perdoni i nostri peccati e ci preservi dal fuoco dell'inferno. E preghiamo anche per i fratelli che, pur dicendosi cristiani, si scagliano contro la Chiesa, tacciandola di oscurantismo ed intolleranza, disconoscendo il Catechismo e quindi l'insegnamento stesso di Nostro Signore Gesù Cristo.
Ci è quasi impossibile non pensare agli scritti della Beata Anna Maria Taigi, sposa e madre senese vissuta a cavallo tra il '700 e l'800, devota alla Santissima Trinità; che ci siano da monito e da sprone per compiere la nostra missione di cristiani, ossia implorare la Misericordia del Signore:

«Dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi (Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l' Alma Sua figura sara fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l'alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l'opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici.»



Alcuni articoli tratti da La Bussola Quotidiana:

2 commenti:

  1. Non posso che essere d'accordo con quanto scritto. Il Beato Giovanni Paolo II non era solo il Papa della adolescenza, dei giovani, delle Giornate Mondiali della Gioventù, ma il Papa del no al sacerdozio femminile (giustamente ... e sono donna), no all'aborto, ai concezionali, all'eutanasia. Insomma i media spesso dimenticano la fermezza del Beato Karol sui temi che i media preferiscono nascondere, ma il brutto è ritrovare questo "vizio" nei cattolici stessi.

    Per questi eventi immorali (per altro criticati anche da una grande fetta di omosessuali che di ostentare in modo ridicolo la loro diversità ne farebbevo volentieri a meno) scelgono NON a caso Roma e non certo il passato romano pagano, quando orgie o cose del genere erano cose d'ogni giorno.

    E' un preciso attatto alla Chiesa Cattolica, l'unica che ancora il coraggio di dire pane al pane e vino al vino mossa (anche se a loro non sembra) dall'amore per ogni uomo del mondo.

    Scusatemi se mi dono dilungata.

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  2. Non servono le scuse. Grazie per il commento, invece!

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