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venerdì 19 febbraio 2010
Venerdigiuniamo
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mercoledì 17 febbraio 2010
Messaggio del papa per la Quaresima
Parla poi di giustizia per contrastare l'ingiustizia, che, citando il Vangelo di Marco, viene da dentro l'uomo: «Molte delle moderne ideologie hanno, a ben vedere, questo presupposto: poiché l’ingiustizia viene “da fuori”, affinché regni la giustizia è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono l’attuazione. Questo modo di pensare - ammonisce Gesù - è ingenuo e miope. L’ingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male». Infine si concentra propriamente sul tema della giustizia di Dio, dall'Esodo al sacrificio di Cristo, sottolineando che, con il sacrificio di Cristo, l'uomo non si libera da solo dall'ingiustizia; dunque la Quaresima invita a riflettere sulla non autosufficienza dell'uomo: è questo, dice il papa, che spinge il cristiano a formare società giuste.
Di seguito è riportato l'intero messaggio del Santo Padre (formato pdf).
Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2010
domenica 24 gennaio 2010
44° Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali - Messaggio del papa
La giornata viene quest'anno dedicata alla missione del sacerdote in rapporto ai nuovi mezzi di comunicazione di massa, che trovano nei siti internet, blog, foto e video il loro principale utilizzo. Nello speciale anno sacerdotale, indetto nel 150° anniversario della morte del santo curato d'Ars Giovanni Maria Vianney, papa Benedetto XVI sottolinea il ruolo del sacerdote come annunciatore della Parola; mette in guardia dal rischio di intendere il web soltanto come "spazio da occupare", ed esorta i presbiteri ad "annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi, che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l’evangelizzazione e la catechesi".
Di seguito è riportato il messaggio, in formato pdf, tratto dal sito della Santa Sede.
Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIV giornata mondiale delle comunicazioni sociali
sabato 9 gennaio 2010
Statistiche parrocchiali per l'anno 2009
- hanno ricevuto il sacramento del Battesimo 48 bambini;
- si sono accostati alla prima Confessione 62 bambini;
- hanno ricevuto la prima Comunione 43 bambini;
- hanno ricevuto la Cresima 44 ragazzi;
- si sono sposate 41 coppie;
- si sono celebrati 80 funerali.
sabato 2 gennaio 2010
66° anniversario del voto alla Madonna dell'Angelo
Da allora e fino ai giorni nostri ogni 2 gennaio si commemora l'adunanza del popolo di Caorle ai piedi della Vergine: quest'anno sarà celebrata una santa Messa solenne alle ore 10:00 al Santuario. Da quest'anno, per sette anni, chi, accostatosi al sacramento della Confessione, partecipa a questa sacra funzione (o per lo meno si raccolga in preghiera dinanzi all'immagine della Vergine, concludendo con il Padre nostro ed il Credo) potrà lucrare, per benevola concessione del Sommo Pontefice Benedetto XVI, l'Indulgenza plenaria per sè e per i defunti trattenuti in Purgatorio.
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venerdì 1 gennaio 2010
43° Giornata mondiale per la pace - Messaggio del papa
«Sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa - all'inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo - che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire».
Nel quinto anno del suo pontificato, Benedetto XVI celebra la giornata mondiale per la pace dell'anno 2010 sul tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Di seguito è riportato l'intero messaggio del Santo Padre (formato pdf).
Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIII giornata mondiale per la pace
sabato 26 dicembre 2009
Santo Stefano, il nostro patrono
Gli Atti degli Apostoli ci tramandano la vita del santo, scelto dagli apostoli tra i sette diaconi. Stefano si distin se tra il popolo per i prodigi che compiva e per la predicazione. La sua opera portò alla Conversione molti, tanto che gli ebrei di Gerusalemme (i «liberti») si videro minacciati, e sobillarono il popolo affinché accusasse Stefano di pronunciare bestemmie e frasi blasfeme nella sua predicazione. La cosa arrivò agli orecchi del Sinedrio, che all'epoca (intorno all'anno 36) colmava il vuoto di potere lasciato da Pilato, e Stefano fu sottoposto a giudizio. In questo gli Atti sembrano ripercorrere le fasi del processo contro Gesù: i falsi testimoni e accuse, la risposta del Santo («Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo, che sta alla destra di Dio»), la condanna a morte per lapidazione, in osservanza della legge di Mosè, e le parole di Stefano prima di morire: «Signore Gesù, accogli il mio spirito» e «Signore non imputare loro questo peccato»; sottolineando, così, maggiormente la vicinanza tra il martirio di Stefano e la morte di Cristo.
Il culto di santo Stefano nel nostro territorio si diffuse almeno dal IV secolo, con l'erezione, come costola del patriarcato di Aquileia, della diocesi di Concordia, la cui cattedrale è dedicata al Protomartire. E' quindi ragionevole pensare che, con le invasioni dei barbari del V-VI secolo che costrinsero i concordiesi a rifugiarsi nell'antico porto di Caprulae, la tradizione del culto del santo fosse instaurata anche nell'erigenda diocesi marittima, fino ai giorni nostri.
Numerosi sono i riferimenti a santo Stefano nel nostro Duomo: a cominciare dall'affresco che ricopre il catino dell'absidicola sinistra, che lo raffigura alla destra della Vergine mentre invoca la sua protezione per il popolo, o in quello del presbiterio, accanto allo stemma del vescovo Giuseppe Piccini; in entrambe è raffigurato nella classica iconografia, rivestito con la dalmatica (paramento sacro di origine romana proprio dei diaconi), con la palma e le pietre, simboli del martirio. Sopra la porta principale è posta la statua di santo Stefano che campeggiava al centro dell'altar maggiore barocco, distrutto negli anni settanta; un bassorilievo a lui dedicato è riportato nel palliotto frontale dell'attuale altar maggiore.
Altre raffigurazioni sono sul retro della croce capitolare esposta in museo (nella foto), contornato dai quattro evangelisti, e, secondo la tradizione, anche la quarta formella della nostra pala d'oro.
Particolare attenzione merita poi il reliquiario contenente il cranio di Santo Stefano, che, secondo le cronache, è parte dei resti di Santi più importanti della cattedrale dal 1658, probabilmente portato a Venezia dai Crociati, e di qui a Caorle; è tradizione che il reliquiario, solitamente conservato nel museo parrocchiale, venga esposto il 26 dicembre alla pubblica venerazione.
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