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martedì 14 febbraio 2012

Prossimi appuntamenti con il patriarca

Dal comitato diocesano di accoglienza del nuovo patriarca, mons. Francesco Moraglia, apprendiamo alcune date e notizie importanti circa il suo arrivo nel patriarcato. E' ormai ufficiale la data della presa di possesso canonica del patriarcato, che si svolgerà nel pomeriggio di domenica 25 marzo, V di Quaresima con una Santa Messa nella Basilica Cattedrale di San Marco. La scelta del 25 marzo è molto significativa: infatti proprio in questa data Venezia ricorda il suo natale, il 25 marzo 421, quando, secondo la tradizione, i Veneti provenienti dalla terraferma, per scampare alle invasioni dei Goti e degli Unni, si rifugiarono in laguna e costruirono i primi insediamenti. Tuttavia il patriarca farà il suo ingresso nel territorio del patriarcato già sabato 24, visitando i territori del confine sud della diocesi: visiterà infatti il Vicariato di Gambarare, la città di Mira ed altri territori circostanti.
Viene anche comunicato che mons. Moraglia ha espresso il desiderio di visitare subito tutti i Vicariati del patriarcato; poiché dopo la data della presa di possesso vi sono la Settimana Santa (il 1° aprile è la Domenica delle Palme) e l'Ottava di Pasqua, le visite cominceranno nella settimana successiva. Ed è molto probabile che il nuovo patriarca voglia visitare allora il confine più a nord del patriarcato, ossia il nostro Vicariato di Caorle. I dettagli della visita del nuovo patriarca nel nostro Vicariato saranno resi noti in seguito, ma ci è fatto sapere che essa potrebbe svolgersi in un giorno feriale, con una Santa Messa celebrata in Duomo la sera.
Continuiamo, nel frattempo, a pregare per il patriarca eletto Francesco nelle nostre preghiere quotidiane, affinché il Signore lo aiuti a pascere questa porzione del suo gregge che è la nostra Chiesa di Venezia.

lunedì 12 settembre 2011

Riorganizzazione del Vicariato di Caorle

In questo fine settimana il Vicariato di Caorle è stato oggetto di un'importante riorganizzazione delle parrocchie. Come infatti qualcuno dei parrocchiani saprà era partito da qualche tempo il progetto della Comunità Pastorale, ossia una collaborazione tra diverse parrocchie che aveva lo scopo di dare un aiuto ai pochi sacerdoti che lavorano in esse ed anche per fare in modo che gli abitanti delle diverse realtà formino una comunione più profonda. Questa prima Comunità Pastorale non coinvolgeva però tutte le otto parrocchie del nostro Vicariato; inoltre c'è da dire che il territorio delle parrocchie di Caorle è molto vasto, derivando dallo smembramento dell'antica diocesi di Caorle, ed è difficile creare una collaborazione fra realtà molto lontane.
Da sabato scorso, dunque, il territorio è stato riorganizzato in due nuove comunità pastorali: quella che riguarda la nostra parrocchia, insieme alle parrocchie di Santa Margherita e di Porto Santa Margherita, forma la Comunità Pastorale detta di "Caorle-Litorale", che copre grossomodo la zona costiera del territorio caorlotto. La seconda Comunità, detta invece di "Caorle-Terraferma", tiene insieme le parrocchie di Ca' Corniani, San Gaetano, Marango, Brussa e Castello. L'atto ufficiale che ha sancito questa nuova suddivisione è stata la presa di possesso della parrocchia di San Gaetano da parte di don Giuseppe Simoni (nella foto in alto) come nuovo parroco, nella Santa Messa celebrata da mons. Valter Perini delegato per tutto quanto attiene allo svolgimento del ministero e più in generale alla vita dei chierici, diocesani e non, presenti nel Patriarcato. Don Giuseppe Simoni, fino ad ora co-parroco della nostra parrocchia del Duomo, assume così l'incarico di parroco nelle parrocchie di Ca' Corniani e San Gaetano, e nel contempo quello di moderatore della nuova Comunità di Terraferma.
Preghiamo il Signore per i nostri sacerdoti e per la nostra intera Comunità di Caorle, affinché, tramite anche questa rinnovata esperienza delle Comunità Pastorali, possano sempre vivere in maniera conforme ai Suoi insegnamenti.

venerdì 11 marzo 2011

La fiaccolata contro le dipendenze

Oggi, primo venerdì di Quaresima, il nostro parroco, mons. Giuseppe Manzato, ha voluto riproporre l'idea di una fiaccolata per sensibilizzare tutti i cittadini sui problemi che causano le dipendenze. La nostra città, se pur piccola, è purtroppo ai primi posti nelle classifiche venete per la diffusione ed il consumo di droga, ed il fenomeno pare inarrestabile. Sui giornali locali leggiamo sempre più spesso di arresti compiuti dalle forze dell'ordine per spaccio di droga; e quelli che pensavamo fossero delinquenti che venivano da fuori città a rovinare i nostri ragazzi, sono sempre più spesso parte della stessa gioventù caorlotta. Per non parlare degli adulti: anch'essi, infatti, sono esposti al pericolo della droga, ed anch'essi vi cadono, spinti dal desiderio di sballo e di divertimento, o dall'illusione d'onnipotenza che l'assenza di Dio crea nell'uomo. E non solo la droga, ma anche l'alcol rappresenta una grande piaga, non solo del nostro paese ma di tutta Italia; i giovani cominciano a bere alcolici fin da giovanissimi, spesso riescono ad entrare in possesso di bevande alcoliche anche se la legge vieta di vendere alcolici al di sotto dei 16 anni, e non si accontentano di bere un bicchiere in compagnia, cominciano la serata con la precisa intenzione di uscirne completamente ubriachi. Ma le dipendenze che affliggono la nostra (e le altre) comunità non si esauriscono tra le sostanze che si possono assumere con il corpo: abbiamo ancora il gioco d'azzardo, l'abuso del sesso, e tutte le altre dipendenze che soggiogano la mente umana ad una vita che di umano finisce per avere ben poco.
A cosa serve, dunque, una fiaccolata? Innanzitutto, come per la precedente edizione di questa iniziativa, ad aprire gli occhi sui problemi della nostra gente; viviamo purtroppo in una società che punta ad essere perfetta sotto tutti i punti di vista, e data anche la vocazione turistica del nostro territorio, preferisce nascondere i problemi sotto lo zerbino piuttosto che riconoscerli, affrontarli e risolverli. Questo lascia spesso nel più tremendo isolamento molte famiglie che dalle dipendenze sono rovinate; pensiamo alle famiglie dei ragazzi che sono caduti nella trappola della droga, o di uomini e donne presi ormai in maniera ossessiva dal gioco d'azzardo tanto da dilapidare interi patrimoni familiari. Un secondo scopo è quello di manifestare, dunque, la nostra vicinanza a queste famiglie, a questi uomini e donne e a questi ragazzi; anche qui si rischia di puntare il dito contro chi ha sbagliato, pensando che se una persona è caduta debba trovare da sola la forza per rialzarsi. Questo può essere giusto in altre situazioni della vita, ma non dimentichiamo che le dipendenze patologiche sono una malattia ben più subdola, che il più delle volte non possono essere superate soltanto con il buon proposito personale; c'è bisogno dell'aiuto di qualcuno che, come il buon Samaritano nei confronti dell'uomo moribondo, si prenda cura di queste persone, ne fasci le ferite e le affidi a qualche "albergatore" fino a che non si siano completamente rimesse. Vogliamo ricordare a questi ragazzi e adulti che droga e alcol sono veleni, che distruggono il sistema nervoso e gli organi vitali del corpo umano, oltre che le relazioni personali e familiari.
Ed arriviamo quindi ad una terza finalità di questa iniziativa, ma prima in ordine di importanza: l'amore. Siamo nel tempo di Quaresima, e abbiamo letto, nel messaggio del papa per la Quaresima, nell'omelia per la Messa delle Ceneri e nell'omelia del patriarca, che la mortificazione che ci viene richiesta è nulla senza amore. La nostra fiaccolata di stasera non vuole essere semplicemente un atto pubblico, una ostentazione di buoni propositi, ma è una preghiera. Riconosciamo che noi stessi, in primo luogo, siamo incapaci di risolvere da soli questi problemi, ed abbiamo bisogno di un aiuto dall'Alto. Ci recheremo quindi al Santuario della Madonna dell'Angelo, recitando il Santo Rosario, nell'atteggiamento degli invitati alle nozze di Cana: confidiamo nell'aiuto della Vergine Santa che, quando venne a mancare il vino per la festa di nozze, si recò Ella stessa dal suo Divin Figlio a supplicarLo: "Non hanno più vino". E, come i servi del banchetto, anche noi sentiamo risuonare nei nostri cuori la voce della Madonna che ci dice: "Fate quello che vi dirà".
Queste dunque le istruzioni, questa la strada che ci è mostrata per aiutare i nostri fratelli nel bisogno, ed aprire gli occhi il cuore di tante famiglie della nostra città che si illudono di non aver bisogno di Dio; e la mancanza di Dio si fa sentire. Preghiamo, come i nostri antenati hanno fatto più volte, ai piedi della Madonnina del mare, perché anche costoro ritrovino la strada per tornare verso casa come il figliol prodigo: anche nella miseria della condizione umana, il Padre è pronto ad accoglierci tutti e ad ammazzare il vitello grasso, pur di vederci tornare a Lui con il cuore contrito e lo spirito umiliato. Da parte nostra, esortiamoci l'un l'altro a fare festa per ognuno di questi fratelli che ritornerà a casa.
Che Nostro Signore Gesù Cristo guardi dall'alto la nostra miseria e ci aiuti, nel suo nome, in questo impegnativo ed importante obiettivo.

mercoledì 25 agosto 2010

Comincia la festa quinquennale

Sabato prossimo, 28 agosto, prende il via la festa quinquennale della Madonna dell'Angelo. Preludio ai solenni festeggiamenti di settembre si terrà la cosiddetta peregrinatio Mariae, ovvero il trasporto del simulacro della Madonna dell'Angelo nelle varie chiese del vicariato. Alle ore 15:30 di sabato l'immagine della Madonna verrà portata dal Santuario al rio interno, dove sarà imbarcata sulla caorlina e trasportata all'isola dei pescatori (nella laguna di Caorle) e di qui in Brussa. Segnaliamo anche che, la sera di sabato, il Gruppo Sommozzatori e il gruppo "Amici di Babbo Natale" hanno organizzato la rievocazione dell'antico ritrovamento della statua della Madonna dell'Angelo in mare, con una fiaccolata che partirà dal largo della punta del Santuario fino a giungere alla chiesetta con una luminaria realizzata per l'occasione, e che resterà in fianco alla chiesa fino alla fine dei festeggiamenti.
Il giorno successivo, domenica 30 agosto, il simulacro sarà trasferito a Castello, dove rimarrà fino a tutto il giorno successivo. Martedì 31 agosto sarà la volta di Ca Cottoni e Ca Corniani, mentre giovedì 2 settembre l'immagine sarà trasferita nella parrocchia del Brian. Di qui alla chiesa di Porto Santa Margherita, il sabato successivo, 4 settembre. Poi la Madonna dell'Angelo tornerà in città, fermandosi prima nella chiesa di Santa Margherita (domenica 5 settembre); quindi nella cappella di Sansonessa e di qui nella cappella della casa di riposo "Don Moschetta" (lunedì 6 settembre). Infine martedì 7 settembre sarà accompagnata nuovamente in Santuario, dove il giorno successivo, mercoledì 8 settembre, sarà dato solenne inizio ai festeggiamenti con la processione al Duomo, presieduta dal cardinale Antonio Canizares Llovera.
La versione stampabile del programma è disponibile sul sito parrocchiale, a questo indirizzo.
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