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venerdì 3 febbraio 2012

Vespri della Presentazione del Signore: omelia del Santo Padre

Nella serata di ieri il Santo Padre Papa Benedetto XVI ha celebrato i Vespri nella Basilica Vaticana alla presenza delle congregazioni religiose, in occasione della XVI giornata per la vita consacrata. Riporto di seguito la sua omelia.

Cari fratelli e sorelle!

La festa della Presentazione del Signore, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, ci mostra Maria e Giuseppe che, in obbedienza alla Legge mosaica, si recano al tempio di Gerusalemme per offrire il bambino, in quanto primogenito, al Signore e riscattarlo mediante un sacrificio (cfr Lc 2,22-24). E’ uno dei casi in cui il tempo liturgico rispecchia quello storico, perché oggi si compiono appunto quaranta giorni dalla solennità del Natale del Signore; il tema di Cristo Luce, che ha caratterizzato il ciclo delle feste natalizie ed è culminato nella solennità dell’Epifania, viene ripreso e prolungato nella festa odierna.

Il gesto rituale dei genitori di Gesù, che avviene nello stile di umile nascondimento che caratterizza l’Incarnazione del Figlio di Dio, trova una singolare accoglienza da parte dell’anziano Simeone e della profetessa Anna. Per divina ispirazione, essi riconoscono in quel bambino il Messia annunziato dai profeti. Nell’incontro tra il vegliardo Simeone e Maria, giovane madre, Antico e Nuovo Testamento si congiungono in modo mirabile nel rendimento di grazie per il dono della Luce, che ha brillato nelle tenebre ed ha impedito loro di prevalere: Cristo Signore, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele (cfr Lc 2,32).

Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria della presentazione di Gesù al tempio, si celebra la Giornata della Vita Consacrata. In effetti, l’episodio evangelico a cui ci riferiamo costituisce una significativa icona della donazione della propria vita da parte di quanti sono stati chiamati a ripresentare nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, i tratti caratteristici di Gesù, vergine, povero ed obbediente, il Consacrato del Padre. Nella festa odierna celebriamo, pertanto, il mistero della consacrazione: consacrazione di Cristo, consacrazione di Maria, consacrazione di tutti coloro che si pongono alla sequela di Gesù per amore del Regno di Dio.

Secondo l’intuizione del Beato Giovanni Paolo II, che l’ha celebrata per la prima volta nel 1997, la Giornata dedicata alla vita consacrata si prefigge alcuni scopi particolari. Vuole rispondere anzitutto all’esigenza di lodare e ringraziare il Signore per il dono di questo stato di vita, che appartiene alla santità della Chiesa. Ad ogni persona consacrata è dedicata oggi la preghiera dell’intera Comunità, che rende grazie a Dio Padre, datore di ogni bene, per il dono di questa vocazione, e con fede nuovamente lo invoca. Inoltre, in tale occasione si intende valorizzare sempre più la testimonianza di coloro che hanno scelto di seguire Cristo mediante la pratica dei consigli evangelici con il promuovere la conoscenza e la stima della vita consacrata all’interno del Popolo di Dio. Infine la Giornata della Vita Consacrata intende essere, soprattutto per voi, cari fratelli e sorelle che avete abbracciato questa condizione nella Chiesa, una preziosa occasione di rinnovare i propositi e ravvivare i sentimenti che hanno ispirato e ispirano la donazione di voi stessi al Signore. Questo vogliamo fare oggi, questo è l’impegno che siete chiamati a realizzare ogni giorno della vostra vita.

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, ho indetto – come sapete – l’Anno della fede, che si aprirà nel prossimo mese di ottobre. Tutti i fedeli, ma in modo particolare i membri degli Istituti di vita consacrata, hanno accolto come un dono tale iniziativa, ed auspico che vivranno l’Anno della fede come tempo favorevole per il rinnovamento interiore, di cui sempre si avverte il bisogno, con un approfondimento dei valori essenziali e delle esigenze della propria consacrazione. Nell’Anno della fede voi, che avete accolto la chiamata a seguire Cristo più da vicino mediante la professione dei consigli evangelici, siete invitati ad approfondire ancora di più il rapporto con Dio. I consigli evangelici, accettati come autentica regola di vita, rafforzano la fede, la speranza e la carità, che uniscono a Dio. Questa profonda vicinanza al Signore, che deve essere l’elemento prioritario e caratterizzante della vostra esistenza, vi porterà ad una rinnovata adesione a Lui e avrà un positivo influsso sulla vostra particolare presenza e forma di apostolato all’interno del Popolo di Dio, mediante l’apporto dei vostri carismi, nella fedeltà al Magistero, al fine di essere testimoni della fede e della grazia, testimoni credibili per la Chiesa e per il mondo di oggi.

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con i mezzi che riterrà più adeguati, suggerirà indirizzi e si adopererà per favorire che questo Anno della fede costituisca per tutti voi un anno di rinnovamento e di fedeltà, affinché tutti i consacrati e le consacrate si impegnino con entusiasmo nella nuova evangelizzazione. Mentre rivolgo il mio cordiale saluto al Prefetto del Dicastero, Monsignor João Braz de Aviz – che ho voluto annoverare tra quanti creerò Cardinali nel prossimo Concistoro –, colgo volentieri questa lieta circostanza per ringraziare lui e i Collaboratori del prezioso servizio che rendono alla Santa Sede e a tutta la Chiesa.

Cari fratelli e sorelle, ringrazio anche ciascuno di voi, per aver voluto partecipare a questa Liturgia, che, grazie anche a alla vostra presenza, si distingue per uno speciale clima di devozione e di raccoglimento. Auguro ogni bene per il cammino delle vostre Famiglie religiose, come pure per la vostra formazione e il vostro apostolato. La Vergine Maria, discepola, serva e madre del Signore, ottenga dal Signore Gesù che “quanti hanno ricevuto il dono di seguirlo nella vita consacrata lo sappiano testimoniare con un’esistenza trasfigurata, camminando gioiosamente con tutti gli altri fratelli e sorelle verso la patria celeste e la luce che non conosce tramonto” (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsin. Vita consecrata, 112). Amen.

© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana


Fonte: vatican.va.

martedì 1 febbraio 2011

Che festa celebriamo il 2 febbraio?

La festa che celebreremo domani è scritta nel calendario come "Presentazione di Gesù al tempio"; fino al Concilio Vaticano II era più conosciuta come la festa della "Purificazione di Maria", mentre tra il popolo è celebre come la festa della "Madonna Candelora", alla quale è associato il famoso proverbio:

«A Madona Candeora
de l'inverno semo fora,
ma se piove e tira vento
de l'inverno semo drento.
»

Ma cosa, in effetti, celebriamo il 2 febbraio? Vorrei riproporre alcuni punti del Catechismo, detto Maggiore, divulgato da san Pio X per l'insegnamento ai ragazzi. Colpisce molto la chiarezza: poche parole e dirette, molto più efficaci di mille discorsi e di mille disegnini esplicativi che spesso troviamo nei "catechismi" che oggi sono destinati all'uso dei bambini. E dire che i bambini del tempo di Pio X non erano tanto più preparati dei nostri (anzi, molto meno, dato che erano in larghissima parte destinati già da bambini al lavoro nei campi), non hanno certo avuto la possibilità di studiare. Perché allora ci si inventano spesso parole, cartelloni, libriccini con edizioni ogni anno rivedute e corrette e non si torna, invece, ad insegnare il catechismo con la stessa chiarezza di un tempo? Abbiamo davvero così poca fiducia nel comprendonio dei nostri bambini e ragazzi? Ma leggiamo queste poche parole:

146. Che festa è la Purificazione di Maria Vergine?
La Purificazione di Maria Vergine è la festa istituita in memoria del giorno nel quale la santissima Vergine andò al tempio di Gerusalemme, per adempire la legge della purificazione e per presentarvi il suo divin figliuolo Gesù Cristo.

147. Che cosa era la legge della purificazione?
La legge della purificazione era quella legge di Mosè, la quale obbligava tutte le donne a purificarsi dopo il parto nel tempio coll'oblazione di un sacrifìzio.

148. La santissima Vergine era obbligata alla legge della purificazione?
La santissima Vergine non era obbligata alla legge della purificazione, perché divenuta madre per opera dello Spirito Santo, conservando la sua verginità.

149. Perché la santissima Vergine si sottomise alla legge della purificazione, alla quale non era obbligata?
La santissima Vergine si sottomise alla legge della purificazione, alla quale non era obbligata, per darci esempio di umiltà e di obbedienza alla legge di Dio.

150. La santissima Vergine, nella sua purificazione, che cosa offrì al tempio?
La santissima Vergine, essendo povera, nella sua purificazione offri al tempio il sacrificio delle madri povere, che era un paio di tortore o di colombi.

151. Perché la santissima Vergine, nel giorno della purificazione, presentò Gesù Cristo al tempio?
La santissima Vergine nel giorno della purificazione present6 Gesù Cristo al tempio, perché la legge antica obbligava i genitori a presentare a Dio i loro primogeniti, e a ricuperarli poi con una certa somma di danaro.

152. Perché Dio aveva stabilita la legge della presentazione dei primogeniti?
Iddio aveva stabilita la legge della presentazione dei primogeniti perché il suo popolo ricordasse sempre che egli fu liberato dalla schiavitù di Faraone, quando l'Angelo uccise tutti i primogeniti degli egiziani e salvò quelli degli ebrei.

153. Che cosa avvenne di maraviglioso quando Gesù Cristo fu presentato al tempio?
Quando Gesù Cristo fu presentato al tempio, venne riconosciuto pel vero Messia da un santo vecchio chiamato Simeone e da una santa vedova chiamata Anna.

154. Che cosa fece Simeone quando Gesù Bambino fu presentato al tempio?
Quando Gesù Bambino fu presentato al tempio, Simeone lo prese fra le sue braccia, e ringraziando il Signore disse il cantico Nunc dimittis, con cui espresse che moriva contento dopo aver veduto il Salvatore; predisse di più le contraddizioni che doveva soffrire Gesù Cristo, e le pene che ne avrebbe provato la santa di lui madre.

155. Quando Gesù Cristo venne presentato al tempio, la profetessa Anna che cosa fece?
Quando Gesù Cristo venne presentato al tempio, la profetessa Anna lodava e ringraziava il Signore d'aver mandato il Salvatore del mondo, e ne parlava a tutti quelli che ne aspettavano la venuta.

156. Che cosa dobbiamo noi imparare dai misieri della Purificazione di Maria Vergine e della Presentazione di Gesù Cristo?
Dai misteri della Purificazione di Maria Vergine e della Presentazione di Gesù Cristo dobbiamo imparare principalmente tre cose: 1.° ad adempiere esattamente la legge di Dio, e non cercar pretesti per dispensarci dall'osservarla; 2.° a desiderare Dio solo, e offerirci a Lui per fare la sua divina volontà; 3.° ad avere grande stima dell' umiltà, e purificarci sempre più colla penitenza.

157. Che cosa dovrebbero fare i padri e le madri nella festa della Purificazione?
I padri e le madri nella festa della Purificazione dovrebbero offrire i loro figliuoli a Dio, e domandargli la grazia di allevarli cristianamente.

158. Per qual fine si fa nel giorno della Purificazione la processione colle candele accese in mano?
Nel giorno della Purificazione si fa la processione colle candele accese in mano, in memoria del viaggio della santissima Vergine da Betlemme al tempio di Gerusalemme col bambino Gesù fra le braccia, e del giubilo che dimostrarono i santi Simeone ed Anna nell'incontrarsi con esso.

159. Come dobbiamo noi assistere alla processione che si fa nella festa della Purificazione?
Assistendo alla processione che si fa nella festa della Purificazione, noi dobbiamo rinnovare la fede in Gesù Cristo nostra vera luce, e pregarlo ad illuminarci colla sua grazia e renderci degni d' essere un giorno ammessi al tempio della gloria per l'intercessione della sua santissima Madre.

Dopo aver letto queste parole sfido chiunque a dire che non ha soddisfatto i propri dubbi; e non sono neppure necessarie tante spiegazioni. Abbiamo capito il perché della celebrazione, perché si fa la processione con le candele, perché il presepe, anche nel nostro Duomo, è rimasto esposto fino a questa festa. C'è da dire che questo Catechismo era destinato ai bambini: ma non sarà forse il caso, oggi, che tutti, bambini, ragazzi, giovani e adulti, lo riprendiamo in mano?
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