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venerdì 7 settembre 2012

Anno della Fede in Patriarcato

“Vi attendo, tutti, con le vostre comunità”: è il Patriarca stesso che fissa e lancia l’appuntamento al grande momento comune che riunirà la diocesi di Venezia a metà ottobre in Piazza S. Marco, all’inizio dell’Anno della Fede. Lo fa attraverso una lettera - firmata il giorno del Redentore e poi inviata ai preti del Patriarcato - nella quale anticipa e spiega ai suoi “confratelli” i caratteri principali, le motivazioni e le finalità del cammino che la Chiesa veneziana si appresta a compiere. “Invito voi presbiteri - scrive mons. Francesco Moraglia - con i diaconi, i religiosi, le religiose, le persone consacrate, i fedeli laici e tutte le aggregazioni ecclesiali alla Santa Messa per l’inaugurazione diocesana dell’Anno della Fede che celebreremo in Piazza San Marco domenica 14 ottobre alle ore 15.30. La Chiesa che è in Venezia è convocata, sotto la presidenza del Vescovo, all’altare dove, celebrando il mysterium fidei, intende iniziare un cammino di grazia”.

Il Patriarca cita subito le parole poste dal Papa all’inizio della lettera apostolica “Porta fidei” - “La porta della fede che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi” - per sottolineare che ”l’anno della fede è rivolto, prima di tutto, alle nostre comunità che, nel loro cammino di conversione e purificazione, devono riscoprirsi soggetti vivi di evangelizzazione; tutti, infatti, siamo chiamati a tener fisso lo sguardo su Gesù origine e compimento della fede. L’invito a tenere la porta aperta riguarda i credenti, ossia le nostre comunità ecclesiali che vorremmo fossero più capaci di riflettere il volto luminoso di Cristo”. E poiché “l’eucaristia è il momento in cui la Chiesa si esprime nel modo più vero e compiuto, ecco perché si è scelto d’iniziare l’anno della fede celebrando all’altare il mistero del corpo e del sangue del Signore. Non si tratta di organizzare qualcosa di più o di progettare qualche nuovo evento ma di vivere il mysterium fidei: essere Chiesa, ovvero porta aperta sul mondo, poiché Gesù, dopo la sua morte/resurrezione, non è più accessibile tramite il suo corpo fisico ma quello ecclesiale”.

Mons. Moraglia evidenzia così il cuore e l’obiettivo dei prossimi mesi: non “compiere servizi” ma puntare a “vivere una vera esperienza di fede”, “ritornare alle radici della fede, all’incontro col Signore Risorto”. Celebrare insieme la messa a San Marco, prosegue, “vuol dire affermare che il culto è l’atto di fede più alto” e quindi spetta “a noi renderlo operante anche a livello sociale, attraverso una testimonianza di vita realmente rinnovata a contatto col corpo e sangue del Signore. Il convenire sotto la presidenza del Vescovo, attorno all’altare del sacrificio è già testimonianza di fede di fronte alla città e per noi impegno, offerta, proposta di stare con Gesù e come Gesù in mezzo ai fratelli”. Si tratta, allora, di “rilanciare la pastorale ordinaria, grazie alla quale vivono le nostre comunità, così da rendere visibile e concreta la fede, lungo il cammino dell’intero anno, rispolverando i binomi: grazia e fede, libertà e vita di fede, revisione di vita e fede, fede e opere, fede e carità, fede e speranza. In modo che la nostra vita sia - in qualsiasi momento - concreta testimonianza di fede”. Il Patriarca osserva ancora che “celebrare l’eucaristia è annunciare la Sua morte, proclamare la Sua resurrezione, nell’attesa della Sua venuta; l’eucaristia è riscoprire il centro di ogni cosa. La celebrazione eucaristica d’apertura, quindi, va intesa, preparata e vissuta per quello che è; si tratta di un evento ecclesiale: la liturgia è culmine della vita del cristiano; la Fede e l’amore s’esprimono, in modo pieno e compiuto, proprio nel segno della Chiesa locale, convocata dal Vescovo, attorno all’altare”.

Nella stessa lettera si ricorda che, proprio in occasione della celebrazione di domenica 14 ottobre, verrà consegnata a tutti la prima riflessione (di tre in programma) che il Patriarca intende offrire alla Chiesa di Venezia, come pista per un cammino comune. Le due successive saranno poi proposte nell’ambito di altrettante istruzioni previste, a livello zonale, rispettivamente nel febbraio e nel maggio 2013. In quest’ultimo mese, inoltre, si terrà anche il pellegrinaggio diocesano a Roma sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo.

Con l’occasione, mons. Moraglia ha voluto comunicare ufficialmente ai sacerdoti una nuova iniziativa. E’ “un appuntamento diocesano mensile - annuncia il Patriarca - che ci accompagnerà lungo l’Anno della Fede ma, spero, anche dopo: il pellegrinaggio “mariano”, la mattina del primo sabato del mese, con l’intenzione di preghiera dedicata in modo particolare alle vocazioni alla vita sacerdotale e di speciale consacrazione. Vuol essere un momento semplice e familiare che, sono convinto, potrà unire i partecipanti in una vera amicizia spirituale”. Nel box a fianco c’è il calendario già fissato con gli orari previsti; tutti i pellegrinaggi mariani mensili saranno guidati dal Patriarca Francesco e vedranno la costante presenza della comunità del Seminario. Il Patriarca invita sin d’ora tutti a prendervi parte: sacerdoti, diaconi, religiosi, consacrati e laici. Saranno inoltre coinvolte, evidentemente in modo speciale, le comunità e le realtà aggregative (parrocchie e vicariati in primo luogo) che, di volta in volta, ospiteranno il pellegrinaggio sul loro territorio.

 Alessandro Polet

Pellegrinaggi mariani mensili guidati dal Patriarca e alla presenza della comunità del Seminario

In preghiera per le vocazioni, ogni primo sabato del mese

  • 6 ottobre 2012: dalla chiesa dei Gesuati al Seminario / Basilica della Madonna della Salute (Venezia)
  • 3 novembre 2012: chiesa Madonna della Salute (Catene – Marghera)
  • 1 dicembre 2012: chiesa S. Maria della Speranza (Mestre)
  • 5 gennaio 2013: chiesa S. Maria della Pace (Bissuola – Mestre)
  • 2 febbraio 2013: basilica S. Maria Gloriosa dei Frari (Venezia)
  • 2 marzo 2013: santuario S. Maria Assunta (Borbiago di Mira)
  • 6 aprile 2013: santuario Madonna dell’Angelo (Caorle)
  • 4 maggio 2013: chiesa S. Maria Ausiliatrice (Gazzera –Mestre)


Orari:

7.30 – Rosario meditato

8.15 – S. Messa

9.00 – Colazione fraterna

Durante il pellegrinaggio sarà possibile accostarsi al sacramento della Riconciliazione


Fonte: patriarcatovenezia.it.

venerdì 6 luglio 2012

Festa della Madonna dell'Angelo

Nei prossimi giorni la nostra cittadina di Caorle avrà la gioia di poter celebrare la festa annuale della Madonna dell'Angelo, che si svolgerà nei giorni di sabato 7 e domenica 8 luglio. Le origini di questa tradizionale festa risalgono alla prima metà del 1700, quando i cittadini di Caorle si votarono alla loro Madonnina per scongiurare un grave pericolo economico e sociale: il governo della Serenissima, infatti, minacciava di privare i pescatori caorlotti dei diritti di pesca sulle acque territoriali, sulle lagune e sui canali, che per antico privilegio erano invece di pertinenza dei cittadini. Ciò avrebbe significato la rovina di tutte le povere famiglie che vivevano a Caorle in quegli anni, per le quali la pesca era l'unica fonte di sostentamento: le terre circostanti erano infatti per la maggior parte paludose ed il turismo non è che un'"invenzione" di questi ultimi anni. Il consiglio dei cittadini e del popolo si riunì, il 25 febbraio 1741, nel palazzo del podestà, e fu deciso di invocare solennemente l'aiuto della Santa Vergine, dopo che i diversi appelli al Senato e alla clemenza del Doge non avevano dato buon esito; in cambio i caorlotti promisero di celebrare annualmente una festa in onore della Madonna.
Grazie all'aiuto della Vergine Santa la situazione si risolse per il meglio, e l'anno successivo, il 4 febbraio 1742, il vescovo di Caorle Francesco Trevisan Suarez designò come giorno dedicato alla festa del voto la domenica tra l'ottava della Natività della Madonna (l'8 settembre). In quel giorno clero, confraternite e fedeli si recavano al Santuario di buon mattino per trasportare processionalmente il sacro simulacro nella cattedrale, dove, il mattino successivo, sarebbe stato celebrato un solenne pontificale; dopo i Vespri serali, infine, la statua veniva riportata nel Santuario, con una seconda processione.
Lo spostamento di queste solenni celebrazioni alla seconda domenica di luglio risale invece al 1864, quando il patriarca Giuseppe Luigi Trevisanato ne fece richiesta alla Santa Sede per una data che riuscisse di maggiore comodità ai fedeli e ai devoti tutti; il permesso fu concesso dal beato Papa Pio IX il 7 luglio 1864. Dieci anni dopo, il 7 maggio 1874, lo stesso Pio IX delegò il cardinale patriarca Giuseppe Luigi Trevisanato ad incoronare il sacro simulacro della Madonna dell'Angelo in sua vece; la solenne cerimonia dell'incoronazione si svolse il 13 settembre dello stesso anno, con grande concorso di popolo, e in tale occasione il Papa concesse anche l'Indulgenza Plenaria di otto giorni per i visitatori del Santuario.
Per questo motivo la festa annuale della Madonna dell'Angelo è oggi conosciuta anche come festa dell'incoronazione, ossia per il fatto che lo stesso patriarca Trevisanato chiese lo spostamento a luglio della festa del voto ed ottenne anche il decreto di incoronazione della sacra immagine. Tuttavia è particolarmente importante, soprattutto in quest'anno, ricordare le origini di questa lodevole tradizione; la situazione che ci troviamo a vivere, anche se non comparabile con la povertà che vissero i nostri antenati, ci spinga ancora ai piedi della Madonna dell'Angelo; ed Ella, memore di tutte le grazie concesse ai nostri padri che supplici si rivolsero a Lei nel momento del bisogno, rivolga ancora benignamente i Suoi occhi misericordiosi al Suo popolo per esaudirlo, e non ci rifiuti la Sua materna protezione. Questa festa sia, dunque, occasione per tutti di tornare con umiltà alla Vergine Santa, affinché riconosciamo di non poter superare le difficoltà economiche dei nostri tempi con le nostre sole forze: chiediamo a Lei aiuto, e per Lei al Suo Figlio Gesù Cristo, che ha promesso a chiunque professi la Fede in Lui le innumerevoli ricchezze del Cielo.

Di seguito un breve programma delle cerimonie:
  • Sabato 7 luglio alle ore 22:00: Prima processione, dal Santuario al Duomo
  • Domenica 8 luglio:
    • Sante Messe ore 7:00, 8:00, 9:30, 10:45, 12:00, 16:00, 19:00, 21:00 tutte in Duomo
    • Ore 10:45: Santa Messa pontificale celebrata da S.E.R. il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia
    • Ore 18:15: Secondi Vespri cantati
    • Ore 22:00: Seconda processione dal Duomo al Santuario

Si ricorda, inoltre, che per concessione di Sua Santità Papa Benedetto XVI per quanti visiteranno il Santuario della Madonna dell'Angelo nel giorno di domenica 8 sarà possibile ricevere l'Indulgenza Plenaria alle consuete condizioni stabilite dalla Chiesa.

martedì 21 febbraio 2012

Le Ceneri e gli appuntamenti quaresimali

Comincia domani il Tempo liturgico della Quaresima, quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua, la solennità più importante dell'anno liturgico. La liturgia caratterizza il Tempo di Quaresima in modo del tutto particolare, ad iniziare proprio dal rito dell'imposizione delle Ceneri che si svolgerà domani in tutte le chiese cattoliche del mondo. Le Ceneri che domani il sacerdote ci porrà sul capo sono i resti del bruciamento degli ulivi rimasti dalla Domenica delle Palme dell'anno scorso; anche questo è significativo, poiché i rami d'ulivo benedetti il giorno delle Palme ricordano l'ingresso in Gerusalemme del Signore Gesù nella settimana santa, e sono il simbolo della Sua Passione (Gesù, infatti, prima del suo arresto, pregava il Padre nel Getsemani, l'orto degli ulivi). Invece il gesto di ricevere la cenere sul capo affonda le sue radici nella storia: apprendiamo che già presso l'antico Egitto era segno di lutto rotolarsi con tutto il corpo nella cenere. Ma l'origine del gesto cristiano del giorno delle Ceneri proviene certamente dai molti passi della Bibbia che ne parlano come di un gesto di penitenza compiuto per supplicare l'aiuto di Dio e per fare penitenza: come ad esempio i Maccabei, che prima della battaglia decisiva contro il nemico «si cosparsero il capo di polvere per la preghiera a Dio» (2Mac 10, 25); o come i tre amici di Giobbe, quando, vista la disgrazia in cui era caduto il loro amico, «levarono la loro voce e si misero a piangere. Ognuno si stracciò il mantello e lanciò polvere verso il cielo sul proprio capo» (Gb 2, 12). A sottolineare che il cospargersi il capo di cenere è segno di penitenza e pentimento, vi sono le parole che il sacerdote pronuncia: "Ricordati che sei polvere e che ritornerai polvere", oppure, "Convertiti e credi al Vangelo". Durante la Quaresima siamo dunque invitati a cambiare vita, a lasciare da parte gli eccessi (acuiti dal carnevale) e a pregare, nel tempo che ci conduce verso la Passione che Nostro Signore ha sofferto per amor nostro.
Le Sante Messe con l'imposizione delle Ceneri saranno celebrate domani in Duomo alle ore 8:30 e 18:30, quest'ultima in forma solenne; è inoltre previsto un momento di preghiera con la lettura della Parola di Dio alle ore 17:00 per i bambini e i ragazzi della catechesi, durante il quale saranno loro imposte le Ceneri, ma non vi sarà la celebrazione della Santa Messa.
Una particolare devozione che in Quaresima ci unisce in modo particolare alle sofferenze di Cristo sulla Croce è la Via Crucis, che anche quest'anno celebreremo in due momenti ogni venerdì di Quaresima: il primo alle ore 15:00 in Santuario per giovani ed adulti, il secondo alle ore 17:00 in Duomo per i bambini e i ragazzi della catechesi. Quest'anno, durante la via Crucis in Santuario, e con approfondimenti su questo blog, mediteremo le stazioni del Calvario con le rivelazioni private della beata Anna Caterina Emmerich, religiosa tedesca beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 2004, che ebbe tra gli altri il privilegio di rivedere in visione la Passione del Signore, che ha raccontato nei suoi diari affinché tutti i fedeli potessero accostarsi all'immenso dolore che Gesù Cristo ha portato sul suo Corpo per redimere l'umanità.
Non dimentichiamo che la Quaresima è anche il tempo della carità: essa si esprime in maniera speciale col digiuno, l'astinenza e l'elemosina. Il digiuno (prescritto dalla Chiesa nei giorni di mercoledì delle Ceneri e del Venerdì Santo) e l'astinenza dalle carni (ogni venerdì di Quaresima) ci aiutano ad offrire anche col nostro intero corpo una preghiera a Dio attraverso il sacrificio ed il dominio di sé. Digiuno ed astinenza partono con il cibo ma possono essere applicati anche ad altri aspetti della nostra vita: ad esempio, soprattutto per i giovani e i ragazzi, può voler significare astenersi dal computer, dai telefonini o dai videogiochi, per dedicare quel tempo alla preghiera; oppure, alla stessa maniera, spegnere la televisione o rinunciare allo spritz hour, per rimanere nel concreto. Questo prima di tutto ha una dimensione personale, di penitenza; assume poi una dimensione anche pubblica, tramite l'elemosina, ad esempio devolvendo l'equivalente del proprio digiuno, ma non solo, ai poveri ed alle opere di bene. Il nostro patriarcato, anche quest'anno, promuove l'iniziativa "Un pane per amor di Dio", con una cassettina da tenere a casa e da restituire, possibilmente con qualche soldo dentro, nei giorni della Settimana Santa, destinando quindi un aiuto concreto alle opere di carità; la Chiesa, in questo caso, diventa un tramite, affinché questo piccolo sacrificio da parte nostra si indirizzi nell'aiuto dei poveri e dei più bisognosi.
Iniziamo dunque il cammino della Quaresima con questo spirito, di pentimento e di rinnovamento della propria vita, per giungere ad essere risollevati tramite la Risurrezione di Cristo.

giovedì 25 agosto 2011

Spritz sull'altare

Su alcuni blog di ispirazione cattolica (nella fattispecie il blog Sacris Solemniis e Muniat intrantes) si sta spargendo la notizia di un matrimonio celebrato al Santuario della Madonna dell'Angelo, durante il quale si sarebbe verificato un episodio a dir poco spiacevole, forse blasfemo. La notizia, corredata da due fotografie abbastanza chiare e da una testimonianza, a quanto sembra diretta, di un invitato, riporta che i due sposi (di cui uno famoso barman del Litorale) hanno inscenato sull'altare la preparazione di una bevanda alcolica (uno spritz); le foto mostrano tutto l'occorrente disposto accanto al calice scoperto e alla pisside con dentro le ostie, per cui sembra plausibile che la deprecabile sceneggiata si sia svolta proprio sopra il corporale. Non ci è dato sapere in quale momento della Santa Messa tutto questo sia stato compiuto, ma certo rimane l'oggettiva ed incredibile gravità del fatto, aumentata, se possibile, dalla presenza del sacerdote, che sembrerebbe non fare nulla per evitare un simile gesto di profanazione dei Sacri Misteri.
La Parrocchia Santo Stefano Protomartire ed il parroco, mons. Giuseppe Manzato, rettore del Santuario, intendono chiarire di essere stati completamente all'oscuro di tale episodio, fino alla pubblicazione dello stesso avvenuta in data odierna. Il Santuario della Madonna dell'Angelo è da sempre meta di numerosi pellegrini e turisti, e fra questi molte coppie di fidanzati chiedono di potersi sposare in questo luogo santo. Non bisogna negare che molto spesso la richiesta viene mossa più per motivi "scenografici" che non devozionali; anche per questo motivo mons. Manzato ha deciso di istituire un cammino di preparazione, per le coppie di non residenti (come documentato in questo articolo e in altri articoli usciti sul settimanale diocesano Gente Veneta), che non va a sostituire, bensì ad affiancare il corso pre-matrimoniale che i nubendi avranno tenuto nella propria parrocchia d'origine, al fine di conoscere meglio la coppia e dare alla scelta del Santuario una motivazione meno profana. E' da aggiungere che molte di queste coppie spesso procurano da sè il sacerdote per il rito, cosa quanto mai gradita alla nostra parrocchia, data l'ingente mole di lavoro che i pochi sacerdoti devono sopportare, specialmente nella stagione estiva. Per questo si confida specialmente nel senso del sacro e nel rispetto delle norme liturgiche da parte di questi sacerdoti, quale aiuto prezioso.
Il verificarsi di un fatto così grave era quindi del tutto inaspettato, ed ha colto di sorpresa il parroco ed anche chi vi scrive; stiamo compiendo alcune verifiche per poterci documentare meglio sull'accaduto, e nel contempo vigileremo in maniera più accurata in futuro, affinché episodi come questo non abbiano a ripetersi. Ringraziamo anche lo staff del blog Sacris Solemniis per la segnalazione.

sabato 30 luglio 2011

La Bussola parla della Madonna dell'Angelo

Sempre rimanendo in tema di Caorle e della stampa, proprio oggi il quotidiano telematico cattolico La Bussola Quotidiana ha citato Caorle in un articolo della rubrica Visto e mangiato. Prima di approfondire la tematica gastronomica, l'oggetto principale della rubrica, l'autrice Monica Colombo parla del Santuario della Madonna dell'Angelo, della sua storia e della leggenda che vuole il simulacro della Madonnina del Mare arrivato sulle onde del mare ai pescatori della nostra cittadina marittima.

Caorle, la Madonna dell'Angelo
Di Monica Colombo

Ci troviamo ancora una volta in riva al mare, all’estremità di un piccolo promontorio adiacente il porticciolo di Caorle. La prima cosa che appare davanti agli occhi del visitatore è la sagoma di un imponente campanile quadrangolare, di stile romanico, che risale al XIII secolo. Questo campanile fino alla metà del secolo scorso fungeva anche da faro per naviganti che dovevano raggiungere il porto, rendendo il Santuario un ancor più sentito e tangibile luogo di soccorso.

Come spesso accade per gli edifici di culto legati ai luoghi di mare, la tradizione racconta che il titolo della chiesa è dovuto ad un fatto miracoloso. Sulle rive del mare esisteva già un’antica chiesa dedicata all’Arcangelo Michele, una basilica a tre navate risalente al tempo delle invasioni barbariche, quando gli abitanti della cittadina veneta di Concordia si rifugiarono sul litorale per fuggire alle violenze. Un giorno un gruppo di pescatori trascinò a riva, impigliata nelle reti, una statua della Vergine posta sopra un blocco di marmo. Nessuno dei pescatori aveva però la forza di sollevare la statua e portarla fino in chiesa, a causa del peso del marmo; il vescovo chiamò allora dei fanciulli, e grazie alle loro mani innocenti la statua poté essere sollevata e posta senza fatica in chiesa. Tutti dovevano poterla contemplare e l’architettura venne modificata in funzione della nuova dedicazione mariana. Quando la chiesa della Madonna dell’Angelo venne consacrata, il 7 gennaio 1523, la statua della Vergine era posta sopra l’altare maggiore. L’ingresso principale era privo di porta e protetto solo da un porticato, in modo tale da poter sempre rivolgere una preghiera, anche da lontano, la statua della Vergine. Delle tre navate originarie era rimasta solo quella di sinistra, essendo il lato destro troppo spesso colpito dalla forza del mare.

Nel XVIII il santuario subì ulteriori modifiche e oggi il santuario si presenta esternamente come un sobrio tempio a navata unica, preceduto da un profondo nartece sovrastato da un particolare timpano dal profilo curvilineo, che ora protegge un portale di gusto classico. All’interno l’effige della Vergine è ulteriormente valorizzata dal riallestimento dell’area presbiteriale, separata dalla navata da un ricca balaustra in marmo. Sopra la statua della Vergine è stata posizionata anche l’originaria effige dell’arcangelo Michele, per valorizzare l’intera storia del santuario. Chi non la conoscesse la può “leggere” sul soffitto della navata centrale, dove interessanti affreschi di immediata efficacia narrativa raccontano del ritrovamento della statua e del miracolo dei fanciulli.

Per chi fosse interessato al resto dell'articolo ed alle valutazioni gastronomiche può cliccare su questo collegamento.

sabato 9 luglio 2011

Festa della Madonna dell'Angelo - Programma

Siamo giunti ai giorni della tradizionale festa annuale della Madonna dell'Angelo, importante appuntamento per tutti i devoti della Santa Vergine, specialmente i nostri parrocchiani e gli ospiti che abitualmente trascorrono il periodo estivo nella nostra città. Come già ribadito, quest'anno avremo la gioia di ospitare tra noi l'arcivescovo che porta il titolo di Caorle, mons. Juliusz Janusz, attualmente Nunzio apostolico in Slovenia con incarico di delegato apostolico in Kosovo.
Questa sera, alle ore 21:30, il ritrovo è per tutti al Santuario della Madonna dell'Angelo, dal quale partirà la prima processione con cui accompagneremo il Simulacro della Vergine al Duomo. Al termine è previsto un breve discorso di saluto dell'arcivescovo.
Nella giornata di domenica, quella dedicata propriamente alla festa, saranno celebrate le Sante Messe in Duomo con il consueto orario festivo: alle ore 7:00, 8:00, 9:30, 10:45, 12:00, 16:00, 19:00 e 21:00. L'arcivescovo celebrerà la solenne Messa Pontificale alle ore 10:45, ed i solenni vespri pontificali alle ore 18:15, sempre in Duomo. Al termine della Santa Messa delle ore 21:00 partirà dal Duomo verso il Santuario la seconda processione, con la quale accompagneremo la Venerata Immagine della Madonna dell'Angelo nuovamente nella sua casa sul mare. Ricordiamo che, per concessione della Penitenzieria Apostolica, durante tutta la giornata di domenica i fedeli che si recheranno al Santuario della Madonna dell'Angelo potranno ricevere l'Indulgenza Plenaria per sè e per i propri defunti, alle consuete condizioni stabilite dalla Chiesa: Confessione sacramentale entro otto giorni o con l'intenzione di effettuarla nei prossimi otto giorni; Comunione eucaristica durante la Santa Messa; preghiera per il papa. Per questo motivo invitiamo con maggior vigore chiunque volesse approfittare di questa occasione straordinaria a partecipare alla seconda processione di domenica sera, al termine della quale, una volta giunti al Santuario, reciteremo insieme il Credo ed il Padre nostro con l'intenzione di ricevere l'Indulgenza.
Affidiamo tutte le nostre preoccupazioni, i nostri problemi e quelli dei nostri fratelli, specialmente degli ammalati, alla Beata Vergine Maria; viviamo devotamente questi momenti di preghiera mettendoci alla sua sequela nel cammino della vita verso il suo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo.

giovedì 16 giugno 2011

Anniversario della consacrazione del Santuario

Oggi, 16 giugno, ricorre l'anniversario della consacrazione del Santuario della Madonna dell'Angelo. In realtà questa è la data della consacrazione della chiesa nuova, ricostruita sui ruderi della precedente, a pianta basilicale, risalente addirittura al IX secolo, prima del Duomo attuale. Dagli atti lasciati dal vescovo Domenico Minio (1684-1698), la forza delle onde aveva distrutto una delle tre navate dell'antico tempio, dedicato all'Arcangelo San Michele. Egli è infatti il patrono della città, e la sua effige compare sullo stemma di Caorle, mentre veglia sulla rocca che rappresenta la stessa cittadina marittima. In seguito al prodigioso ritrovamento del simulacro della Santa Vergine, secondo la tradizione galleggiante sulle acque del mare, e al suo trasporto all'interno della chiesa, Ella vi fu venerata con il titolo di Madonna dell'Angelo, titolo che ancora oggi conserva.
A causa della situazione di grave degrado in cui versava l'edificio, il vescovo Francesco Trevisan Suarez (1738-1769) ordinò che fosse ricostruita, assumendosi la maggior parte dei costi dell'opera. Fu così raso al suolo il precedente tempio, il cui perimetro fu rinvenuto durante l'ultima poderosa ristrutturazione nel 1944, e costruito l'edificio attuale, ad un unica navata. La torre campanaria, in stile romanico, è invece quella antica, realizzata accanto alla vecchia chiesa di pianta basilicale intorno al XIII secolo. Il 16 giugno 1768 lo stesso vescovo Suarez consacrò l'altare maggiore e l'intera chiesa, affiggendovi alle pareti le croci in pietra insieme a dei piccoli candelabri. Per la sua devozione alla Madonna dell'Angelo e per la premura nella ristrutturazione del tempio a Lei dedicato, il vescovo Trevisan Suarez fu sepolto proprio ai piedi del coro, sotto lo sguardo benevolo della Vergine, dove ancora oggi si trova la sua tomba.
Nel tempo la chiesa della Madonna dell'Angelo subì diversi interventi e ristrutturazioni, le più importanti delle quali, come citato sopra, avvennero in seguito al solenne voto emesso dalla comunità di Caorle, con a capo il parroco don Felice Marchesan, il 2 gennaio 1944. L'altare che conteneva il simulacro della Madonna, oggi spostato in cattedrale e collocato nella cappellina di San Rocco, fu sostituito con l'altare attuale, proveniente dall'absidicola destra del Duomo, e destinato alla custodia del Santissimo Sacramento. Sopra la struttura barocca dell'altare spicca il basso rilievo raffigurante San Michele Arcangelo, proveniente dalla chiesa antica, opera del tardo Cinquecento realizzata dallo scultore Andrea dell'Aquila e voluta dal vescovo Angelo Casarino (1593-1600). Nella cappella laterale sinistra si trova un altare dedicato a san Pio X, al secolo Giuseppe Sarto, che fu patriarca di Venezia e visitò egli stesso il Santuario; la pala d'altare posta sopra è opera di M. Bressanin del 1956. Sulla destra, invece, è posto il cosiddetto "pozzetto", ovvero un blocco marmoreo in pietra d'Istria sopra il quale, racconta la tradizione, fu rinvenuto il simulacro della Vergine da alcuni pescatori. Alle sue spalle è posto un Crocifisso, realizzato negli anni cinquanta. L'intero soffitto del Santuario, sorretto da possenti lesene è ricoperto da motivi floreali affrescati, tra i quali si aprono dei medaglioni contenenti le figure dei quattro Evangelisti ed un affresco che raffigura la leggenda del ritrovamento della statua della Madonna, opera del pittore Gino Filippi; in corrispondenza del coro si aprono altri quattro medaglioni raffiguranti quattro titoli della Vergine delle litanie lauretane. Lungo il cornicione che separa il soffitto dalle pareti corre un nastro ove sono dipinti, in caratteri dorati, alcuni versi di preghiere mariane.
Con decreto della Penitenzieria Apostolica e diploma del Capitolo della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, dal 2009 il Santuario della Madonna dell'Angelo è legato alla papale arcibasilica liberiana tramite lo spirituale vincolo di affinità, che concede a tutti i fedeli che lo visitano le stesse indulgenze di cui gode la basilica mariana di Roma. In particolare proprio quest'oggi, giorno della festa del Santuario, è concessa a tutti i fedeli che visiteranno la chiesa alle solite condizioni stabilite dalla Chiesa l'Indulgenza Plenaria.

giovedì 24 marzo 2011

Annunciazione del Signore

Domani, 25 marzo, la Chiesa celebrerà la solennità dell'Annunciazione del Signore; ricorderemo l'Annuncio dell'Arcangelo Gabriele alla Beata Vergine Maria del Concepimento di Gesù Cristo Salvatore nel suo grembo verginale. La scelta di porre questa ricorrenza il 25 marzo si spiega facilmente: oggi infatti sono nove mesi esatti prima del Natale del Signore, il 25 dicembre, ed è dunque la data più adeguata ad accogliere questa festa. Qualcuno mette in dubbio la Fede stessa dei cristiani e dei cattolici in particolare proprio per la singolare conincidenza di queste ricorrenze religiose; tutti noi, infatti, avremo sentito quelli che dicono che il Natale è posto in inverno al posto di una festa pagana del sole, e l'Annunciazione coincide con la primavera astronomica. Questi argomenti, tuttavia, non minano affatto la veridicità delle Scritture, che tacciono sul giorno e sul mese in cui questi fatti sono accaduti: per i primi cristiani, infatti, era importante celebrare non tanto la nascita terrena, quanto la nascita al cielo, ovvero il giorno della morte. Coerentemente a questo, i primi cristiani ricordavano piuttosto la morte di Cristo in Croce, insieme alla Risurrezione. Ma ben presto si sentì il bisogno di celebrare anche il giorno della Nascita del Signore; scrive infatti san Giovanni Crisostomo: «Se Cristo non fosse nato secondo la carne, non sarebbe stato battezzato, che è l'Epifania. Non sarebbe stato crocifisso, che è la Pasqua. Non avrebbe mandato lo Spirito, che è la Pentecoste». La tesi della scelta del 25 dicembre in sostituzione della ricorrenza pagana del sol invictus risalirebbe al XII secolo, e il motivo sarebbe quello di voler in qualche modo battezzare, purificare da ogni culto pagano, il calendario. Tuttavia, in tempi molto recenti, si è fatta avanti un'altra teoria, grazie agli studi degli storici sulla Bibbia e sui famosi rotoli del mar morto ritrovati a Qumran intorno alla metà del secolo scorso, secondo la quale queste date non sarebbero stabilite per una scelta dei cristiani, ma riflettano effettivamente una verità storica. Nei rotoli è stato rinvenuto il calendario delle classi sacerdotali ebraiche; sapendo che Zaccaria, il padre del Battista, era della classe di Abia (Lc 1,5) e che quando l'Arcangelo Gabriele annunciò alla Vergine il Concepimento di Cristo Elisabetta era al sesto mese di gravidanza (Lc 1,36), è stato possibile ricostruire una possibile data per l'annuncio dell'Angelo a Zaccaria (Lc 1,11-22) attorno alla fine di settembre (a conferma di ciò le Chiese orientali ricordano il concepimento del Battista il 23 settembre), e quindi l'annuncio dell'Angelo a Maria sei mesi dopo, a fine marzo.
Al di là delle considerazioni sulla data, con questa ricorrenza (tanto importante da essere celebrata dalla Chiesa come solennità) ricordiamo il grande mistero dell'Incarnazione di Nostro Signore, che si è degnato di spogliare se stesso ed assumere la nostra condizione servile, diventando simile a noi in tutto fuorché nel peccato, e pertanto ricordiamo anche l'«Ecce ancilla Domini» della Beata Vergine alle parole dell'Angelo, Lei che era stata preservata da ogni macchia di peccato per i meriti della Redenzione del suo Figlio Gesù Cristo. Quel «sì» che si è rinnovato in ogni momento della vita della Madonna al fianco del suo Figlio, in particolare quando, alla Presentazione al Tempio, Simeone Le predisse che una spada le avrebbe trafitto l'anima, e ancor più sotto la Croce. Una solennità del Signore, dunque, ed anche della Madonna, che non stupisce possa cadere sempre tra la Quaresima e la Pasqua; in particolare quest'anno il 25 marzo è addirittura venerdì di Quaresima, giorno in cui tradizionalmente le comunità cristiane meditano la Passione di Cristo mediante la Via Crucis. Tra queste stazioni della pietà popolare si ricorda come la Madre di Gesù lo abbia accompagnato per tutta la salita al Calvario, e lo abbia accolto tra le sue braccia quando fu deposto dalla Croce, come fece nel suo grembo verginale quando l'Arcangelo venne a Lei.
Un motivo in più ci spinge a celebrare con fervore questa festa; infatti, per benigna concessione del Santo Padre Benedetto XVI, i fedeli che devotamente visiteranno durante tutta la giornata di domani il Santuario della Madonna dell'Angelo potranno ricevere l'Indulgenza Plenaria alle consuete condizioni stabilite dalla Chiesa. Domani ci troveremo in Santuario (come da consuetudine reintrodotta proprio quest'anno) a meditare la Via Crucis alle ore 15:00, portando nel cuore anche queste particolari considerazioni sul mistero dell'Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo dal quale, riprendendo san Giovanni Crisostomo, «nascono molti fiumi, che sono le feste che celebriamo».

Cliccando sul link di seguito potrete rileggere il decreto di concessione dell'Indulgenza Plenaria, con le condizioni per riceverla:
Decreto della Penitenzieria Apostolica sulla concessione dell'Indulgenza Plenaria ai fedeli che visitano il Santuario della Madonna dell'Angelo.

giovedì 17 marzo 2011

La Via Crucis al Santuario

Una delle devozioni più importanti e diffuse nel tempo di Quaresima, è la Via Crucis, attraverso la quale si commemora e si medita la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo nella sua salita al Calvario. Si ritiene che il pio esercizio della Via Crucis abbia avuto origine con san Francesco d'Assisi, o comunque in ambito francescano, anche se alcune tradizioni lo farebbero risalire addirittura alla Beata Vergine Maria, quando a Gerusalemme ripercorse i luoghi della sofferenza del suo Divin Figlio.
La suddivisione in stazioni è dovuta al frate domenicano Rinaldo di Monte Crucis, che nel racconto della sua ascesa al Santo Sepolcro suddivise il cammino in stationes, in seguito stabilizzatesi nei quattordici tradizionali momenti che vanno dalla Condanna a morte di Gesù alla sua Sepoltura. Inizialmente per vivere la Via Crucis era, dunque, necessario recarsi proprio in Terra Santa, e ripercorrere fisicamente lo stesso percorso compiuto dal Redentore. Ma ben presto, sia per la devozione dei pellegrini che ritornavano dalla Palestina, sia per la sollecitudine verso quei fratelli che non potevano muoversi per un viaggio tanto lungo, i francescani cominciarono a diffondere la Via Crucis anche nelle chiese, come se il recarsi nella Casa di Dio rappresentasse per questi fedeli un ideale muoversi verso Gerusalemme. Nel 1731 Clemente XII concesse ufficialmente la libertà dell'istituzione della Via Crucis nelle chiese, riservandone però il privilegio del rito di istituzione ai soli membri dell'ordine francescano. Uno dei principali divulgatori della pia pratica della Via Crucis fu, infatti, il francescano san Leonardo di Porto Maurizio. A causa del fermento devozionale, tuttavia, tale pratica divenne incontrollata in molte città; fu così che papa Benedetto XIV decise di concedere l'istituzione di una sola Via Crucis per ogni parrocchia. Per la parrocchia della cattedrale di Caorle, il 20 maggio del 1768, con Breve apostolico del papa Pio VI, fu eretta la Via Crucis nel Santuario della Madonna dell'Angelo, con l'intervento del vescovo Francesco Trevisan Suarez (sepolto ai piedi della Madonna dell'Angelo), del clero e di tutto il popolo. Fin da allora, il corretto espletamento della pia pratica devozionale consentiva di acquistare le stesse indulgenze che si potevano lucrare visitando i luoghi della Terra Santa in Gerusalemme. Esse consistono nell'Indulgenza plenaria, alle solite condizioni stabilite dalla Chiesa, da ottenersi pregando davanti ad ogni stazione e meditando il mistero della Passione.
Per questo motivo, e mossi dal desiderio di pregare in modo completo e corretto il pio esercizio della Via Crucis, da domani, venerdì 18 marzo, della prima settimana di Quaresima, e per tutti i venerdì di Quaresima, sarà recitata la Via Crucis al Santuario della Madonna dell'Angelo. Per tutti coloro che lo desiderano, il ritrovo è al Santuario alle ore 15 di ogni venerdì di Quaresima, a partire da domani.

venerdì 4 febbraio 2011

San Gilberto di Sempringham - 4 febbraio

Oggi ricorre la memoria liturgica di san Gilberto di Sempringham, compatrono di Caorle. Nasce nel 1083, figlio di un nobile normanno approdato in Inghilterra al seguito di Guglielmo il Conquistatore; fu avviato fin dalla giovane età alla carriera ecclesiastica, e per lungo tempo dimorò in Francia, Paese nel quale compì gli studi religiosi ed insegnò. Tornato in patria ricevette dal facoltoso padre il beneficio delle chiese di Sempringham e di Terrington, le cui cospicue rendite, però, soleva devolvere agli umili e ai poveri, andando ad abitare nel palazzo vescovile della diocesi di Lincoln, a servizio del vescovo Roberto, dal quale ricevette gli ordini minori.
Fu ordinato sacerdote dal successore, il vescovo Alessandro, che lo nominò anche penitenziere della diocesi di Lincoln. Tuttavia qualche anno più tardi ritornò a Sempringham; qui diede vita dapprima ad una comunità monastica femminile, sotto la rigida regola benedettina, e poi ad una comunità di monaci ai quali, dopo il rifiuto dei cistercensi di assumerne la direzione spirituale, affidò la regola di sant'Agostino. Nasceva così il primo Ordine religioso sorto in Inghilterra, i monaci Gilbertini, i cui statuti vennero approvati e confermati da tre papi.
Recatosi in Francia nel 1147 ebbe modo di conoscere personalmente papa Eugenio III e san Bernardo; sostenne poi san Tommaso Becket nella controversia con Enrico II, dal quale dovette subire delle persecuzioni e, tornato tra i suoi monaci, fu calunniato da alcuni membri laici del suo stesso ordine, per la disciplina troppo rigida che aveva loro imposto. Tuttavia i vescovi inglesi furono concordi in sua difesa presso papa Alessandro III. Morì il 4 febbraio 1189, nella sua comunità di Sempringham, a più di cento anni.
La devozione a san Gilberto nella diocesi di Caorle è radicata fin dal XV-XVI secolo, quando negli atti delle visite pastorali dei vescovi di Caorle, sono riportate tra le reliquie più importanti conservati nella cattedrale il capo di Santo Stefano Protomartire (titolare della stessa), il braccio destro di Santa Margherita (compatrona) e la maggior parte del corpo di san Gilberto Confessore (anch'egli compatrono). A conferma di questa devozione secolare vi erano le statue seicentesche poste sull'altare maggiore della stessa cattedrale, e rappresentanti il patrono principale e i due compatroni. Oggi, dopo il discutibile smembramento dell'antico altare, troviamo la statua di santo Stefano sopra la porta principale, e le statue di santa Margherita e san Gilberto (nella foto) ai lati del coro del Santuario della Madonna dell'Angelo. Tuttavia anche nel palliotto del moderno altare maggiore sono rappresentati i tre titolari.

domenica 2 gennaio 2011

67mo Anniversario del Voto alla Madonna dell'Angelo

Ricorre oggi, 2 gennaio del nuovo anno 2011, il sessantasettesimo anniversario del Voto che la comunità di Caorle sciolse alla Madonna dell'Angelo il 2 gennaio 1944. Guardare indietro, nella storia della nostra città, è una cosa che oggi si tende a non fare più; la storia di Caorle è ignota prima di tutto agli stessi caorlotti, sia i più cresciuti, i quali però in passato non hanno mai avuto modo di poterla studiare, sia i più giovani, i quali sembrano più interessati a levare le ancore il più presto possibile da quello che definiscono "un buco sperduto" piuttosto che approfondire la sua storia (che è anche un pezzo della loro stessa identità). Il frammento di storia che riguarda questa ricorrenza è uno dei più gravi momenti vissuti dalla città di Caorle, quando addirittura rischiò di scomparire.
Siamo nel dicembre 1943, in piena seconda guerra mondiale; l'armistizio firmato dal generale Badoglio e reso noto l'8 settembre aveva lasciato non solo l'esercito privo di ordini, ma aveva anche sfasciato anche l'intera organizzazione politica dello stato italiano; con l'insediamento del re a Brindisi, poi, i tedeschi si erano addentrati in Italia fino ad occupare Roma. Anche Caorle, dunque, era presidiata dalle truppe naziste; le quali, per ragioni strategiche, pianificarono l'allagamento di tutta la fascia costiera di Caorle per una profondità di dieci chilometri. Al popolo era stata ordinata l'immediata evacuazione dalle proprie abitazioni per essere trasferiti in provincia di Vicenza. Fu l'allora arciprete, don Felice Marchesan, come in molte città unica autorità rimasta in paese, a recarsi direttamente al Comando di Venezia per scongiurare la cancellazione della città di Caorle e delle campagne circostanti. Di fronte al deciso diniego del Comando, il curato riunì tutto il popolo al Santuario della Madonna dell'Angelo, il 2 gennaio 1944, per supplicare la Vergine (che già in passato aveva soccorso la popolazione in altri momenti critici della sua storia) affinché fosse evitato il disastro; in cambio il popolo si sarebbe impegnato a restaurare il Santuario che, dall'ultima ricostruzione nel 1751, risultava gravamente compromesso dalla salsedine e dagli agenti atmosferici. L'efficace intercessione della Madonna non tardò ad ottenere la grazia al popolo, e pochi giorni dopo l'arciprete potè recare agli abitanti la notizia che le loro case e i loro campi erano salvi. Come promesso, la popolazione si mobilitò in fretta per raccogliere il più presto possibile la somma necessaria a pagare il restauro: pescatori, contadini, operai e artigiani, esercenti ed impiegati destinavano parte del loro salario e dei loro proventi settimanali e mensili per la causa del Voto.
Ogni anno la nostra comunità, ma sarebbe più opportuno che tutta la città lo facesse, ricorda con devozione il beneficio provvidenziale che l'intercessione della Vergine procurò ai nostri genitori, nonni o bisnonni, senza il quale non potremmo essere qui a Caorle, gli albergatori non avrebbero gli alberghi, i contadini la terra e i pescatori non avrebbero lavoro, come molti altri operai e impiegati. Talmente grande è la nostra riconoscenza alla Madonna dell'Angelo che il Santo Padre, per decreto della Penitenzieria apostolica, ha concesso per sette anni, a partire dall'anno scorso, di poter ricevere l'Indulgenza plenaria per sè e per i propri defunti a coloro che visitano il Santuario e vi si raccolgono in preghiera davanti al simulacro della Vergine alle solite condizioni.
Ogni anno, alle 10:00, si celebra in Santuario una santa Messa votiva in questo giorno; data la coincidenza di quest'oggi con la seconda domenica di Natale la celebrazione della Santa Messa in Santuario è stata posticipata a domani, 3 gennaio, alle ore 10:00. Preghiamo il Signore per intercessione della Madonna dell'Angelo, e continuiamo ad affidarci alla sua materna protezione in tutte le nostre difficoltà.

giovedì 18 novembre 2010

Cristo Re e Madonna della Salute

Domenica prossima, 21 novembre, la nostra diocesi di Venezia celebra la festa liturgica della Madonna della Salute; tale festa nasce dal voto solenne emesso dalla comunità cittadina e religiosa di Venezia il 20 ottobre 1631 col quale si supplicava l'intercessione della Beata Vergine Maria perché cessasse l'epidemia di peste che in quel periodo aveva portato alla morte centinaia di migliaia di persone in tutto il dogado (nel quale era compresa anche Caorle). Con tale voto il doge si impegnava a costruire un sontuoso tempio in onore della Vergine Maria una volta cessata l'epidemia; nel giro di un mese il diffondersi della peste cessò e la situazione ritornò lentamente ma inesorabilmente alla normalità. Così fu preparata la costruzione della chiesa promessa, scegliendo come luogo la punta della dogana, dove erano stati distrutti alcuni abitati in seguito ai numerosi bandi emessi dai governanti per arginare l'infezione. La gara d'ingegni fu vinta dall'architetto Baldassarre Longhena, che realizzò uno splendido esempio di architettura barocca (nella foto è riprodotto l'altar maggiore), in una Venezia che ben presto sarebbe divenuta uno dei centri principali di questa nuova corrente artistica. La consacrazione del tempio avvenne il 21 novembre 1687, data in cui si commemora la Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio e che coincideva con la consacrazione della basilica di Santa Maria Nova in Gerusalemme. Da quel momento ogni anno la Chiesa di Venezia e tutte le chiese del Veneto celebrano con devozione la festa della Madonna della Salute.
Quest'anno il 21 novembre è anche l'ultima domenica del tempo ordinario, giorno che, dalla riforma liturgica post-conciliare, è stato scelto per la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo; poiché le solennità liturgiche hanno la precedenza rispetto alle feste, la liturgia di domenica prossima seguirà i testi della solennità di Cristo Re. Tale ricorrenza fu istituita da papa Pio XI l'11 dicembre 1925; basandosi sull'affermazione di Gesù che leggiamo nel Vangelo di Giovanni: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù.» (Gv 18,36), il papa affermava che il Regno di Cristo è un dominio sulle cose spirituali, ma «d'altra parte sbaglierebbe gravemente chi togliesse a Cristo Uomo il potere su tutte le cose temporali, dato che Egli ha ricevuto dal Padre un diritto assoluto su tutte le cose create, in modo che tutto soggiaccia al suo arbitrio. Tuttavia, finché fu sulla terra si astenne completamente dall'esercitare tale potere, e come una volta disprezzò il possesso e la cura delle cose umane, così permise e permette che i possessori debitamente se ne servano.»
A Venezia, già da una settimana, sono state organizzate diverse iniziative, disponibili sul programma diffuso tramite anche il sito parrocchiale www.caorleduomo.altervista.org. Sono da segnalare in particolare il tradizionale pellegrinaggio dei giovani del patriarcato sabato 20 novembre, a partire dalle ore 20, accompagnato dal vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol (durante il quale sarà letto un messaggio del patriarca, card. Angelo Scola, impegnato quest'anno a Roma per il concistoro indetto da papa Benedetto XVI) e la Messa pontificale, presieduta sempre dal vescovo ausiliare, alle ore 10 di domenica 21 in basilica.
Anche nella nostra parrocchia faremo memoria della Madonna della Salute, che ormai quasi 400 anni fa ha salvato anche i nostri antenati dalla peste; per la benevola concessione del papa, chi si recherà in visita al Santuario della Madonna dell'Angelo nel giorno di domenica 21 novembre, alle consuete condizioni (che si possono trovare anche nel decreto di concessione), potrà lucrare l'Indulgenza plenaria per sé e per i propri defunti.

martedì 28 settembre 2010

I santi arcangeli del Signore

Domani, 29 settembre, ricorre la festa liturgica dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Questo il titolo assegnato dalla Chiesa nei secoli ai tre messaggeri di Dio nominati nella Bibbia: Michele, che significa «Chi è come Dio», Gabriele, «Forza di Dio», e Raffaele «Dio Guarisce».
Il primo ricorre ben cinque volte nella Bibbia, tre nel libro del profeta Daniele, una nella lettera di Giuda e una nell'Apocalisse. E' rappresentato come il comandante dell'esercito celeste che lotta contro il male; la sua tipica iconografia lo vede mentre sovrasta il dragone, usato come rappresentazione del maligno nel libro dell'Apocalisse. Oggi è assunto a patrono della Chiesa universale.
L'arcangelo Gabriele compare due volte nel libro del profeta Daniele, dove rivela al profeta i segreti del piano di Dio, ed è maggiormente conosciuto per essere l'arcangelo che compare nei Vangeli, prima ad annunziare a Zaccaria la nascita del Precursore (Giovanni Battista), dove si svela come "Gabriele, che sto al cospetto di Dio", e poi ad annunziare alla Vergine la nascita di Cristo. Prima della riforma liturgica, la Chiesa ricordava l'arcangelo Gabriele il 24 marzo, tre mesi prima della nascita di San Giovanni Battista.
Il nome dell'arcangelo Raffaele compare nel libro di Tobia, dove si dichiara come "uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore", ripresi dall'Apocalisse di Giovanni; la sua festa era posta, prima della riforma liturgica post-Conciliare, il 24 ottobre.
Tra le opere d'arte del nostro Duomo ricorre molto spesso l'arcangelo Gabriele: a partire dalla pala d'oro, dove compare rivestito di vesti preziose, con il labaro nella mano sinistra e il globo terrestre nella destra; insieme alla figura della Vergine orante rappresenta la scena dell'Annunciazione, arricchita della presenza di altre figure di santi, tra le quali quella di un santo anziano e con cartiglio che, per quanto detto prima, la tradizione ha individuato come il profeta Daniele. Compare inoltre anche in un'altra Annunciazione, nelle due lunette dell'absidicola di destra, dove è ora custodito il Fonte battesimale, in un affresco risalente al XVI secolo.
Di San Michele abbiamo invece un bellissimo bassorilievo del XVI secolo custodito in Santuario, sopra la struttura dell'altare maggiore, opera dello scultore Andrea dell'Aquila. La devozione all'arcangelo san Michele è molto radicata a Caorle; a lui era dedicata la chiesa, appunto detta dell'Angelo, in riva al mare, a pianta basilicale con tre navate, probabilmente la prima chiesa costruita a Caorle, nel VII secolo, e demolita nel XVIII secolo. Proprio in quella chiesa, per la sua vicinanza con il porticciolo, fu trasportato (da dei fanciulli, secondo la leggenda) il simulacro della Beata Vergine Maria che i pescatori rinvennero galleggiante sul mare, e alla quale, proprio per questa collocazione, fu poi dato il titolo di «Madonna dell'Angelo». Ma le eco dell'antica devozione a san Michele Arcangelo non si fermano qui: nello stemma della città di Caorle, che compare anche in Duomo, alla destra del rosone centrale, affrescato nel XVI secolo, vi è proprio un Angelo, l'antico patrono della città, San Michele, a proteggere la rocca che rappresenta il paese. E, sempre in Duomo, nella singolare pietà astile in legno dorato risalente al XVIII secolo, è rappresentato il Cristo, deposto dalla Croce, sorretto da un Angelo, non dalla Vergine Maria come consueto in questo tipo di soggetti; e questo proprio per la volontà di rappresentare che è tutta la città che si fa carico del corpo di Cristo morto sulla Croce, città rappresentata dall'Arcangelo San Michele.
Queste sono le testimonianze che i nostri padri ci hanno lasciato, e che rivivono nelle numerose opere d'arte custodite nei nostri luoghi di culto; anche noi rimettiamoci alla custodia degli Angeli, che ci difendano dal male e impetrino per noi da Dio la salute del corpo e dello spirito.

mercoledì 25 agosto 2010

Comincia la festa quinquennale

Sabato prossimo, 28 agosto, prende il via la festa quinquennale della Madonna dell'Angelo. Preludio ai solenni festeggiamenti di settembre si terrà la cosiddetta peregrinatio Mariae, ovvero il trasporto del simulacro della Madonna dell'Angelo nelle varie chiese del vicariato. Alle ore 15:30 di sabato l'immagine della Madonna verrà portata dal Santuario al rio interno, dove sarà imbarcata sulla caorlina e trasportata all'isola dei pescatori (nella laguna di Caorle) e di qui in Brussa. Segnaliamo anche che, la sera di sabato, il Gruppo Sommozzatori e il gruppo "Amici di Babbo Natale" hanno organizzato la rievocazione dell'antico ritrovamento della statua della Madonna dell'Angelo in mare, con una fiaccolata che partirà dal largo della punta del Santuario fino a giungere alla chiesetta con una luminaria realizzata per l'occasione, e che resterà in fianco alla chiesa fino alla fine dei festeggiamenti.
Il giorno successivo, domenica 30 agosto, il simulacro sarà trasferito a Castello, dove rimarrà fino a tutto il giorno successivo. Martedì 31 agosto sarà la volta di Ca Cottoni e Ca Corniani, mentre giovedì 2 settembre l'immagine sarà trasferita nella parrocchia del Brian. Di qui alla chiesa di Porto Santa Margherita, il sabato successivo, 4 settembre. Poi la Madonna dell'Angelo tornerà in città, fermandosi prima nella chiesa di Santa Margherita (domenica 5 settembre); quindi nella cappella di Sansonessa e di qui nella cappella della casa di riposo "Don Moschetta" (lunedì 6 settembre). Infine martedì 7 settembre sarà accompagnata nuovamente in Santuario, dove il giorno successivo, mercoledì 8 settembre, sarà dato solenne inizio ai festeggiamenti con la processione al Duomo, presieduta dal cardinale Antonio Canizares Llovera.
La versione stampabile del programma è disponibile sul sito parrocchiale, a questo indirizzo.

giovedì 19 agosto 2010

Festa di San Pio X

Ricorre sabato 21 agosto la memoria liturgica di San Pio X, già patriarca di Venezia per dieci anni (dal 1893 al 1903) e in seguito papa dal 1903 al 1914. Nel patriarcato di Venezia è celebrata col grado di festa, proprio per onorare uno dei tre patriarchi che, nel secolo scorso, salirono al soglio pontificio e che, insieme al beato Giovanni XXIII, è salito agli onori degli altari.
Proprio ieri papa Benedetto XVI, nel corso della sua udienza generale, ha ricordato la figura del santo che lo precedette sulla cattedra romana, sottolineando come la figura di questo sacerdote, vescovo e pontefice possa risultare utile per i pastori e per i fedeli della nostra epoca. Papa Benedetto si è soffermato in particolare su alcuni aspetti del suo ministero: in primo luogo sulla stesura del Catechismo (detto, appunto, "di San Pio X"), che egli da sempre auspicò potesse essere unico per tutta la Chiesa e ha poi ricordato la sua riforma della Curia romana e la promulgazione del nuovo Codice di Diritto Canonico. Particolare importanza ha dato al motu proprio "Tra le sollecitudini", col quale Pio X ha sottolineato l'importanza di una buona e autentica musica sacra nella liturgia. Non poteva mancare il riferimento alla lettera enciclica "Pascendi Dominici Gregis", sugli errori delle dottrine moderniste nate tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, dottrine che predicavano un minore attaccamento alla Tradizione ed una maggiore autonomia di pensiero in campo di fede; san Pio X condanna queste correnti di pensiero, in maniera molto decisa, riaffermando l'importanza della tradizione e riservando unicamente all'autorità ecclesiastica le materie di fede. La sua vita terrena si chiude nel tetro scenario della Grande Guerra, dopo un appello accorato alla pace, con la sollecitudine del padre verso i figli, il 20 agosto 1914, già in odore di santità.
Caorle è molto legata al santo papa trevigiano; da patriarca di Venezia egli visitò più di una volta la cittadina marinara, e fu molto legato alla devozione alla Madonna dell'Angelo, tanto che gli è dedicato un altare proprio nel Santuario, posto nella cappellina sinistra, con una pala d'altare realizzata dal pittore M. Bressanin nel 1956 che lo ritrae benedicente sullo sfondo caorlotto. In Duomo non mancano i riferimenti a san Pio X; nell'altare maggiore moderno, sul lato sinistro, è stato aggiunto un bassorilievo che lo raffigura, e sul paliotto che nelle grandi solennità lo abbellisce è rappresentato il suo stemma papale, insieme a quello del beato Giovanni XXIII. Recentemente l'archivista del coro, Odone Rossi, ha poi rinvenuto nell'archivio parrocchiale alcuni scritti autografi del patriarca Giuseppe Sarto, con tanto di firma.
Sabato 21 agosto onoreremo in modo particolare la memoria di san Pio X nella Santa Messa delle 8:30, in Santuario.
Cliccando sui collegamenti posti qui sotto potrete vedere e leggere i documenti citati sopra di papa san Pio X:

martedì 3 agosto 2010

Indulgenza della "Madonna della Neve"

Il 5 agosto ricorre la memoria liturgica della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, la più grande chiesa della cristianità dedicata alla Beata Vergine Maria. La sua costruzione risale, secondo la tradizione, ad un evento prodigioso; il 4 agosto del 352 un patrizio di Roma, di nome Giovanni, sostenne di avere avuto in sogno la visione della Beata Vergine Maria, che gli ordinava di costruire una chiesa nel luogo in cui, il giorno successivo, avrebbe visto nevicare. Recatosi quindi il mattino successivo dal papa, Liberio, gli raccontò il sogno, che anche il pontefice disse di aver avuto la notte precedente; in quello stesso istante sul colle Esquilino si verificò il miracolo preannunciato, e papa Liberio tracciò su quella coltre di neve d'agosto il perimetro della futura chiesa dedicata alla Madonna della neve. Nel V secolo, poi, papa Sisto III vi costruì sopra un nuovo edificio (che tuttavia viene chiamata ancora "Basilica Liberiana", in memoria dell'evento prodigioso visto da Giovanni e da papa Liberio) che fu poi arricchito fino all'attuale basilica. Un altare dedicato alla Madonna della neve era custodito anche a Caorle, nella chiesa detta "delle Grazie" costruita davanti al Duomo, che dal 1587 custodì il Battistero.
L'11 luglio dello scorso anno la Penitenzieria Apostolica ha accolto la richiesta del nostro parroco, mons. Giuseppe Manzato, ed ha concesso al Santuario della Madonna dell'Angelo lo "Spirituale Vincolo di Affinità" con la Patriarcale Arcibasilica Liberiana; così ai fedeli che visiteranno il Santuario (nei giorni indicati dal decreto, che potete consultare cliccando qui) è stata concessa l'Indulgenza plenaria allo stesso modo della Basilica di Santa Maria Maggiore; e tra questi giorni vi è proprio il 5 agosto.
Dunque il prossimo 5 agosto sarà possibile lucrare l'Indulgenza plenaria (cioè la remissione di tutte le pene da scontare nel Purgatorio a causa dei peccati commessi in vita); le condizioni sono sempre: essersi confessati (da non più di otto giorni, o col proposito di farlo nei successivi otto giorni); partecipare ad una Santa Messa e comunicarsi; visitare il Santuario, soffermandosi in preghiera davanti al Simulacro della Beata Vergine dell'Angelo, in particolare recitando il Credo e il Padre nostro, invocare l'intercessione della Vergine e recitare alcune preghiere per le intenzioni del papa.
Questo dono dell'Indulgenza (che arriva proprio dopo il Perdon d'Assisi) rappresenta una grande opportunità e un segno straordinario del legame tra il sommo Pontefice e la nostra Chiesa di Caorle, che d'estate è arricchita di centinaia di fedeli in visita alla nostra città.

venerdì 9 luglio 2010

Indulgenza plenaria per la festa della Madonna

Domani, con la processione dal Santuario al Duomo, cominceranno i solenni festeggiamenti per l'annuale festa del voto alla Madonna dell'Angelo. La processione comincerà intorno alle 21:45, quando in Duomo sarà terminata la Messa prefestiva delle ore 21:00; all'arrivo del corteo sacro in piazza vescovado avverrà poi il folcloristico "incendio del campanile", a salutare l'arrivo del simulacro della Madonna.
Le Sante Messe di domenica saranno tutte celebrate in Duomo, secondo l'orario festivo. Dopo la Messa delle ore 21:00 ripartirà la processione dal Duomo al Santuario, e all'uscita dalla cattedrale si potrà nuovamente assistere all'incendio del campanile.
All'arrivo in Santuario, quale dono di grazia da Dio per intercessione di Maria Santissima, sarà possibile ricevere l'Indulgenza plenaria, grazie al decreto della Penitenzieria Apostolica datato 16 luglio 2009, a corredo dello spirituale Vincolo di Affinità concesso al nostro Santuario con la Papale Basilica di Santa Maria Maggiore. L'Indulgenza è un beneficio concesso a vantaggio di ogni singolo fedele e talvolta anche per le anime del Purgatorio; infatti noi tutti pellegrini sulla terra siamo peccatori, ma grazie all'Amore di Dio ne possiamo ottenere il perdono col Sacramento della Confessione. Tuttavia ogni delitto esige una giusta espiazione; per questo la Tradizione della Chiesa chiama Purgatorio lo stato di quelle anime che, lasciato questo mondo, espiano le pene per le colpe commesse sulla terra prima di giungere alla gloria del cielo. Con l'Indulgenza la Chiesa (con l'autorità conferitale direttamente da Nostro Signore Gesù Cristo) concede ai fedeli che ne sono in condizione (e cioè a coloro che sono veramente pentiti delle colpe commesse, che abbiano ottenuto il Perdono tramite la Confessione e che abbiano ricevuto la Santa Comunione) la remissione parziale o totale delle pene per se stessi e, come suffragio, per le anime del Purgatorio. Nel nostro caso, si legge nel decreto:
La Penitenzieria Apostolica benigna concede l'Indulgenza Plenaria (quindi la remissione totale delle pene) da lucrare da tutti e dai singoli fedeli, che inoltre si possa applicare al modo di suffragio alle anime dei fedeli trattenute in Purgatorio, purché sinceramente pentiti, confessati e ristorati dalla sacra Comunione, visitino devotemente questo Santuario mariano e verso l'immagine della Beata Maria Vergine dell'Angelo esposta alla pubblica venerazione, partecipino devotemente ad una sacra funzione, o per lo meno si dedichino per un congruo periodo di tempo a pie considerazioni, concludendo con il Padre nostro, il Simbolo della Fede e le invocazioni alla Beata Maria Vergine in determinati giorni.
Tra i giorni indicati vi è la festa annuale della seconda domenica di luglio. Accogliamo dunque con fervore questo grande dono che ci viene concesso da Dio, per mezzo della sua Chiesa e per l'intercessione della nostra Santa Madre, la Madonna dell'Angelo.

sabato 5 giugno 2010

Orario estivo delle Sante Messe

Entra in vigore da oggi l'orario estivo delle Sante Messe in tutto il vicariato. Per la nostra parrocchia si tratta di un sostanziale incremento del numero di Messe celebrate, per venire incontro alle necessità degli ospiti e dei parrocchiani che, impegnati con la stagione lavorativa, vogliono assolvere il precetto festivo.
Le Messe prefestive (vale a dire celebrate il sabato ma valide per la domenica, oppure nelle vigilie delle feste comandate come l'Assunta) saranno celebrate alle 18.30 e alle 21.00 in Duomo, con una Messa alle 16.30 celebrata presso la cappella della casa di riposo "Don Moschetta".
Le Messe festive (domenica e feste comandate) saranno celebrate in Duomo alle 7.00, 8.00, 9.30, 10.45, 12.00, 16.00, 19.00 e 21.00, ricordando, per chi lo desidera, i vespri alle 18.15.
Le Messe feriali (giorni lavorativi e sabato mattina) saranno in Duomo alle 7.00 e alle 18.30, e in Santuario alle 8.30.
Si ricorda anche che domani, domenica 6 giugno, le Messe delle ore 9.30 e 10.45 saranno unite in un'unica celebrazione alle ore 10.00, per poter dare adeguato spazio alla solenne Processione Eucaristica che seguirà la Santa Messa.

Per consultare tutti gli orari visitate la pagina del sito parrocchiale dedicata agli orari nella parrocchia e nel vicariato (www.caorleduomo.altervista.org/orari.html).

sabato 2 gennaio 2010

66° anniversario del voto alla Madonna dell'Angelo

Ricorre oggi l'anniversario del voto emesso dalla comunità dei cittadini di Caorle alla Madonna dell'Angelo, affinché salvasse la città dalla fine cui era stata destinata dal Comando tedesco che aveva occupato il nord Italia. Infatti il 10 dicembre 1943 era stato emanato l'ordine, dal comando generale nazista di stanza a Venezia, di far sgomberare il territorio della fascia costiera tra Livenza e Tagliamento per una profondità di dieci chilometri, e trasferire la popolazio ne in provincia di Vicenza. Dall'8 settembre a Caorle, come in gran parte d'Italia, erano venute a mancare le rappresentanze civili, e molto spesso era la Chiesa a supplire in diversi modi. Così fu il parroco, don Felice Marchesan, a farsi carico della preoccupazione di tutta la popolazione e a recarsi direttamente a Venezia per scongiurare il pericolo. Ma, come era prevedibile, difficilmente le decisioni dell'esercito tedesco erano revocabili, specialmente se mosse da ragioni di strategia militare volte a facilitare il controllo sul territorio. Il parroco dovette tornare a Caorle a mani vuote; ma, perseverando nella fede, decise insieme ai fedeli di implorare la Vergine Santa di aver ancora una volta care le sponde dei suoi figlioli, e di intercedere affinché potessero rimanere nella loro terra. Emisero dunque un voto solenne il 2 gennaio del 1944: i cittadini si sarebbero impegnati a restaurare il Santuario (riedificato due secoli prima e minato dalle intemperie atmosferiche). Solo pochi giorni dopo quella data, il parroco, tornato a Venezia, potè recare al popolo la lieta notizia che l'ordine tedesco era stato definitivamente revocato. Così nel 1948 iniziarono i lavori di rinforzo della struttura e abbellimento degli interni, che hanno reso il Santuario così come lo possiamo vedere oggi.

Da allora e fino ai giorni nostri ogni 2 gennaio si commemora l'adunanza del popolo di Caorle ai piedi della Vergine: quest'anno sarà celebrata una santa Messa solenne alle ore 10:00 al Santuario. Da quest'anno, per sette anni, chi, accostatosi al sacramento della Confessione, partecipa a questa sacra funzione (o per lo meno si raccolga in preghiera dinanzi all'immagine della Vergine, concludendo con il Padre nostro ed il Credo) potrà lucrare, per benevola concessione del Sommo Pontefice Benedetto XVI, l'Indulgenza plenaria per sè e per i defunti trattenuti in Purgatorio.

venerdì 13 novembre 2009

Indulgenza della Madonna della Salute

Ricorre il 21 novembre la Festa della Madonna della Salute. Questo è il giorno dell'anniversario della Dedicazione della chiesa di S. Maria Nuova, costruita presso il tempio di Gerusalemme nell'anno 543; così celebriamo insieme ai cristiani d'Oriente la "dedicazione" che Maria fece a Dio di se stessa fin dall'infanzia, mossa dallo Spirito Santo, della cui grazia era stata ricolma nella sua Immacolata Concezione.
A Venezia si venera la "Madonna della Salute". Per la peste del 1630, che sterminò quasi la metà della popolazione veneziana, il Senato della Serenissima Repubblica fece voto che, se il morbo fosse cessato, avrebbe eretto un tempio in onore della Madonna della Salute, con intervento del doge, ogni anno, in pellegrinaggio. Per tale fatto fu scelto il 21 novembre. Da allora, al tempio progettato da Baldassarre Longhena su modello del Palladio e divenuto dal 1817 chiesa dell'annesso seminario patriarcale, ogni anno i fedeli accorrono a venerare la Madonna ed a chiedere la sua protezione.
Dal 16 agosto 2009 e per i successivi 7 anni, per decreto, la Penitenzieria Apostolica ha concesso ai fedeli che visiteranno il Santuario della Madonna dell'Angelo di Caorle nel giorno della Festa della Madonna della Salute (appunto il 21 novembre) l'Indulgenza plenaria, da lucrare anche per le anime del Purgatorio; alle condizioni che, pentiti, confessati e ristorati dalla Santa Comunione, visitino il Santuario e sostino davanti all'immagine della Madonna dell'Angelo, partecipino alla Santa Messa o almeno si trattengano in preghiera concludendo con il Padre nostro ed il Credo.

Sabato 21 novembre alle ore 10:00 sarà celebrata una S. Messa in Santuario, con la spiegazione dell'Indulgenza.
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