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mercoledì 27 giugno 2012

Il patriarca Francesco riceve il pallio

Venerdì 29 giugno prossimo, solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni di tutta la Chiesa Romana e della città di Roma, il nostro patriarca, mons. Francesco Moraglia, riceverà il pallio dalle mani del Santo Padre Benedetto XVI. Il pallio è una sottile striscia di lana bianca, confezionata dalle suore di clausura del convento di Sant'Agnese in Roma, che costituisce un'insegna liturgica propria del Papa e di tutti gli arcivescovi metropoliti, ossia quei vescovi che presiedono ad una provincia ecclesiastica ed hanno giurisdizione sulla propria diocesi e sulle diocesi suffraganee. Per il patriarcato di Venezia la metropolia si estende alle diocesi di Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Concordia-Pordenone, Chioggia, Padova, Treviso, Verona, Vicenza e Vittorio Veneto.
Il giorno di Sant'Agnese, il 21 gennaio, il Papa benedice tradizionalmente gli agnelli dalla lana dei quali le suore realizzeranno queste particolari stole, che vengono indossate sulle spalle sopra i paramenti liturgici propri della Santa Messa durante le Messe pontificali. Sopra vi sono intessute sei croci nere di seta, tre delle quali ornate dalle acicule, ossia tre spilloni gemmati, che ricordano i chiodi della crocifissione. Il Santo Padre benedirà i Palli domani, vigilia della solennità, durante i primi vespri; essi verranno poi deposti fino alla Messa del 29 in uno scrigno presso la tomba dell'Apostolo Pietro. Da quest'anno, come comunicato nel bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, il rito di consegna del Pallio da parte del Papa agli arcivescovi metropoliti subirà delle lievi modifiche rispetto agli anni scorsi: la consegna avverrà infatti durante i riti iniziali e non più prima dell'Offertorio, sia per evitare di interrompere la Santa Messa con un rito troppo lungo (gli arcivescovi che riceveranno il pallio quest'anno sono 46) sia per non dare al rito un senso sacramentale (come il Battesimo, la Cresima o l'Ordine, i cui riti si svolgono prima dell'Offertorio).
Il significato del Pallio, come più volte ribadito dal Papa durante le omelie tenute nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, è quello di unire visibilmente, oltre che spiritualmente, gli arcivescovi che lo ricevono al vescovo di Roma, esprimendo quella comunione episcopale che è necessaria per la Chiesa; il Pallio, essendo fatto di lana di agnelli, simboleggia anche l'Agnello di Dio, Cristo, immolato per scontare i peccati del mondo.
Insieme al patriarca Francesco anche una delegazione di sacerdoti, religiosi e laici si recherà a Roma, raggiungendo la Capitale già domani 28 giugno e ritornando nella serata del 29. Uniamoci anche noi nella preghiera ai nostri fratelli del patriarcato, chiedendo al Signore che riempia delle sue grazie il Patriarca e gli altri arcivescovi metropoliti, e doni loro di servirLo con fedeltà ed obbedienza, in comunione con il Papa, nella Sua Santa Chiesa.

La celebrazione della Santa Messa con la consegna dei palli sarà trasmessa in diretta TV dall'emittente della CEI TV2000, canale 14 del digitale terrestre oppure in web streaming, raggiungibile cliccando qui. Inoltre sarà trasmessa anche da Telepace, canale 187 del digitale terrestre oppure in web streaming, raggiungibile cliccando qui.

mercoledì 29 giugno 2011

60 anni da sacerdote nel segno di Pietro

Esattamente sessant'anni fa, il 29 giugno 1951, un giovane ventiquattrenne si prostrava nel Duomo di Frisinga davanti al Santissimo Sacramento e veniva ordinato sacerdote. Oggi, il 29 giugno 2011, quel sacerdote festeggia un così importante anniversario da Papa, e proprio nel giorno in cui la Santa Chiesa ricorda con solennità i Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma e di tutta la Chiesa romana. Diventa così per noi una ricorrenza gioiosa ed un'occasione per pregare il Signore per il nostro Papa Benedetto, affinché lo conservi ancora nel suo ministero sacerdotale e di successore dell'Apostolo Pietro, e gli doni la forza di combattere contro le forze del male che, come il Signore promise a Pietro, non prevarranno.
Qualche giorno fa la nostra parrocchia ha inviato a nome di tutta la comunità una lettera di auguri e congratulazioni direttamente al Santo Padre (speriamo che, malgrado i disguidi delle nostre poste, sia arrivata a destinazione in tempo); ma possiamo esprimere la nostra vicinanza e gioia per il Papa direttamente, essendogli vicini nella preghiera. Il cardinale Piacenza, prefetto della Congregazione per il Clero, ha inviato a tutti i vescovi una missiva nella quale spronava tutte le diocesi a dedicare sessanta ore di Adorazione Eucaristica con l'intenzione di preghiera particolare per il Santo Padre. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo unirci alla Chiesa Cattolica che ringrazia il Signore per il suo Vicario in terra e implora su di lui la Sua divina protezione; ad esempio recitando un rosario, o anche solo un mistero del rosario, per le intenzione del pontefice, oppure anche soltanto dicendo un Pater Ave Gloria.
Inoltre, per chi lo desiderasse, in diretta su TV2000 (canale 14 del digitale terrestre) e su Telepace sarà possibile vedere la diretta della Santa Messa celebrata dal Papa nella Basilica Vaticana a partire dalle ore 9:30. Di seguito pubblichiamo il testo della lettera inviata dalla nostra parrocchia al Santo Padre e un brano musicale, l'antifona Tu es Petrus, musicata dal principe della musica sacra, Giovanni Pierluigi da Palestrina; si tratta delle parole che Nostro Signore Gesù Cristo rivolse direttamente all'Apostolo Pietro, indicando che la missione del Papa deriva direttamente da Gesù Cristo e non è una invenzione dell'uomo, come taluni pensano.

Lettera della parrocchia a Sua Santità
Papa Bendetto XVI

Caorle, 20 giugno 2011

Vostra Santità

La comunità di Santo Stefano che è in Caorle desidera rivolgerVi un caloroso augurio per il sessantesimo anniversario della Vostra ordinazione sacerdotale. La coincidenza di questa fausta ricorrenza con la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo rappresenta l'occasione per l'intera comunità di ringraziare il Signore per averVi donato alla Chiesa e di invocare l'intercessione dei Santi patroni della Chiesa cattolica romana affinché il Signore nostro Gesù Cristo accompagni e conservi Vostra Santità nel compito di pascere il gregge che Egli affidò al suo Vicario in terra.
Come in occasione della toccante visita nella nostra terra, compresa tra Aquileia e Venezia, ribadiamo con forza e con gioia l'augurio «W IL PAPA» che abbiamo scritto sulla nostra spiaggia nell'indimenticabile sera del 7 maggio scorso, quando ha sorvolato i nostri lidi, e che rimane indelebilmente scolpita in tutti i nostri cuori.
Tanti auguri, Santità!

Con riconoscenza e filiale devozione
i parroci in solidum e la comunità di Caorle






Tu es Petrus,
et super hanc petram
aedificabo Ecclesiam meam,
et portae inferi
non prevalebunt
adversum Eam.
Et tibi dabo
claves regni coelorum.
Tu sei Pietro,
e su questa pietra
edificherò la mia Chiesa,
e le porte degli inferi
non prevarranno
contro di Essa.
E a te darò
le chiavi del Regno dei Cieli.

martedì 29 giugno 2010

Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

Oggi, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa in san Pietro, durante la quale ha anche imposto il pallio (una striscia di lana bianca con croci nere) ai vescovi metropoliti nominati nel corso dell'ultimo anno.
Nell'omelia che qui pubblichiamo il papa ha voluto sottolineare l'importanza del legame di tutta la Chiesa nel successore di Pietro, oggi visibile nel segno del pallio; tale legame, dice, "è garanzia di libertà nel senso della piena adesione alla verità, all’autentica tradizione, così che il Popolo di Dio sia preservato da errori concernenti la fede e la morale". Il significato del pallio, afferma inoltre il Pontefice, è ancor più visibile laddove la Chiesa è perseguitata od oppressa da ingerenze politiche, e non meno "nel caso di Comunità che patiscono l’influenza di dottrine fuorvianti, o di tendenze ideologiche e pratiche contrarie al Vangelo": l'unione con la Santa Sede è "un pegno di libertà, analogamente al "giogo" di Gesù, che Egli invita a prendere, ciascuno sulle proprie spalle"; come questo "pur esigente, è "dolce e leggero" e, invece di pesare su chi lo porta, lo solleva, così il vincolo con la Sede Apostolica, pur impegnativo, sostiene il Pastore e la porzione di Chiesa affidata alle sue cure, rendendoli più liberi e più forti".
In questa festa che è della Chiesa Universale, il Santo Padre dedica un passaggio della sua omelia all'unità dei cattolici e dei cristiani in generale; dice il papa che il danno maggiore per la Chiesa è "ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico"; ma, citando un passo della lettera di San Paolo a Timoteo, dice che "gli uomini che operano il male non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti". E Cristo stesso ci rassicura: "Non praevalebunt – non prevarranno (Mt 16,18). L’unità della Chiesa è radicata nella sua unione con Cristo, e la causa della piena unità dei cristiani è pure sostenuta dalla sua preghiera e dalla sua promessa".

Per leggere tutta l'omelia, tratta dal sito della Santa Sede, clicca qui.
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