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lunedì 2 gennaio 2012

68mo anniversario del voto alla Madonna

Il 2 gennaio è il giorno in cui Caorle torna devotamente ai piedi della sua amata Madonnina dell'Angelo, alla quale deve ancora oggi la sua esistenza. Alla fine del 1943, infatti, il comando dell'esercito nazista di stanza a Venezia, che dopo l'armistizio chiesto dall'Italia alle forze alleate aveva occupato i territori dell'Italia settentrionale, aveva stabilito lo sgombero di tutti gli abitanti della città di Caorle e la completa cancellazione del territorio dalle carte geografiche, sommergendo il litorale per una profondità di circa venti chilometri. A quel tempo l'Italia era sguarnita di ogni ordine civile, il re ed il governo si erano rifugiati da Roma a Brindisi e i governi locali del nord Italia, se non completamente assenti, erano del tutto asserviti agli ordini dei tedeschi; non vi era dunque possibilità di appello a qualsivoglia autorità civile, per i poveri caorlotti, al fine di scongiurare la catastrofe ormai decisa per le proprie case e la propria città. L'allora arciprete del Duomo di Caorle don Felice Marchesan, insieme a mons. Gottardi, futuro arcivescovo di Trento, cercarono invano più volte di far desistere i militari tedeschi dall'infausto proposito. Alla fine, convocati i fedeli ai piedi della Madonna dell'Angelo, la comunità supplicò la Vergine Santa, il 2 gennaio 1944, con la promessa che, se Lei fosse riuscita laddove gli uomini avevano fallito, i caorlotti si sarebbero impegnati a ristrutturare il Santuario, la cui ultima costruzione risaliva a duecento anni prima ed era molto bisognoso di intervento.
E la Madonna non fece mancare ai suoi fedeli il suo sostegno: la settimana successiva l'arciprete poteva recare a Caorle la notizia del cambio di ordini presso il comando tedesco.
E' questo, dunque, che oggi ricordiamo: la salvezza della nostra città di Caorle dalla distruzione materiale dei suoi edifici. Ma ben altre sono le distruzioni che oggi minacciano la nostra cittadina e la stabilità delle famiglie che la abitano: la droga e le dipendenze in cui troppo spesso i nostri giovani cadono, una concezione del lavoro e del denaro individualistica e maniacale, che arriva al punto di dividere i genitori dai propri figli, un'edilizia che talvolta si è mostrata insensibile ed irrispettosa dell'ambiente in cui è messa in opera; per non parlare del momento di difficoltà economica che tutto il nostro Paese vede davanti a sé. Anche oggi, come sessant'otto anni fa, possiamo affannarci per trovare da soli il modo di uscire da questi problemi, senza però riuscire a risolverli. La ricorrenza odierna ci indica l'unica via che può rendere fruttuosi i nostri sforzi: invocare l'aiuto di Dio, tramite la potente intercessione della sua Santissima Madre. Questo vuole essere l'augurio per la ricorrenza che all'inizio dell'anno ci richiama, come nel lontano 2 gennaio del 1944, ai piedi della Vergine dell'Angelo: non escludiamo Dio dalla nostra vita, non rifiutiamo l'aiuto della Madonna, che mai ha deluso le attese di chi la invoca sinceramente. Soltanto nel Signore possiamo essere certi che tutti i nostri propositi di solidarietà e amore verso gli altri sono puri ed autentici, e non contaminati dall'egoismo o dall'ideologia. La Madonna dell'Angelo si ricordi ancora, durante questo nuovo anno, dell'intera città di Caorle, anche se noi caorlotti, a volte, ci dimentichiamo di Lei.

domenica 2 gennaio 2011

67mo Anniversario del Voto alla Madonna dell'Angelo

Ricorre oggi, 2 gennaio del nuovo anno 2011, il sessantasettesimo anniversario del Voto che la comunità di Caorle sciolse alla Madonna dell'Angelo il 2 gennaio 1944. Guardare indietro, nella storia della nostra città, è una cosa che oggi si tende a non fare più; la storia di Caorle è ignota prima di tutto agli stessi caorlotti, sia i più cresciuti, i quali però in passato non hanno mai avuto modo di poterla studiare, sia i più giovani, i quali sembrano più interessati a levare le ancore il più presto possibile da quello che definiscono "un buco sperduto" piuttosto che approfondire la sua storia (che è anche un pezzo della loro stessa identità). Il frammento di storia che riguarda questa ricorrenza è uno dei più gravi momenti vissuti dalla città di Caorle, quando addirittura rischiò di scomparire.
Siamo nel dicembre 1943, in piena seconda guerra mondiale; l'armistizio firmato dal generale Badoglio e reso noto l'8 settembre aveva lasciato non solo l'esercito privo di ordini, ma aveva anche sfasciato anche l'intera organizzazione politica dello stato italiano; con l'insediamento del re a Brindisi, poi, i tedeschi si erano addentrati in Italia fino ad occupare Roma. Anche Caorle, dunque, era presidiata dalle truppe naziste; le quali, per ragioni strategiche, pianificarono l'allagamento di tutta la fascia costiera di Caorle per una profondità di dieci chilometri. Al popolo era stata ordinata l'immediata evacuazione dalle proprie abitazioni per essere trasferiti in provincia di Vicenza. Fu l'allora arciprete, don Felice Marchesan, come in molte città unica autorità rimasta in paese, a recarsi direttamente al Comando di Venezia per scongiurare la cancellazione della città di Caorle e delle campagne circostanti. Di fronte al deciso diniego del Comando, il curato riunì tutto il popolo al Santuario della Madonna dell'Angelo, il 2 gennaio 1944, per supplicare la Vergine (che già in passato aveva soccorso la popolazione in altri momenti critici della sua storia) affinché fosse evitato il disastro; in cambio il popolo si sarebbe impegnato a restaurare il Santuario che, dall'ultima ricostruzione nel 1751, risultava gravamente compromesso dalla salsedine e dagli agenti atmosferici. L'efficace intercessione della Madonna non tardò ad ottenere la grazia al popolo, e pochi giorni dopo l'arciprete potè recare agli abitanti la notizia che le loro case e i loro campi erano salvi. Come promesso, la popolazione si mobilitò in fretta per raccogliere il più presto possibile la somma necessaria a pagare il restauro: pescatori, contadini, operai e artigiani, esercenti ed impiegati destinavano parte del loro salario e dei loro proventi settimanali e mensili per la causa del Voto.
Ogni anno la nostra comunità, ma sarebbe più opportuno che tutta la città lo facesse, ricorda con devozione il beneficio provvidenziale che l'intercessione della Vergine procurò ai nostri genitori, nonni o bisnonni, senza il quale non potremmo essere qui a Caorle, gli albergatori non avrebbero gli alberghi, i contadini la terra e i pescatori non avrebbero lavoro, come molti altri operai e impiegati. Talmente grande è la nostra riconoscenza alla Madonna dell'Angelo che il Santo Padre, per decreto della Penitenzieria apostolica, ha concesso per sette anni, a partire dall'anno scorso, di poter ricevere l'Indulgenza plenaria per sè e per i propri defunti a coloro che visitano il Santuario e vi si raccolgono in preghiera davanti al simulacro della Vergine alle solite condizioni.
Ogni anno, alle 10:00, si celebra in Santuario una santa Messa votiva in questo giorno; data la coincidenza di quest'oggi con la seconda domenica di Natale la celebrazione della Santa Messa in Santuario è stata posticipata a domani, 3 gennaio, alle ore 10:00. Preghiamo il Signore per intercessione della Madonna dell'Angelo, e continuiamo ad affidarci alla sua materna protezione in tutte le nostre difficoltà.
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