
E la Madonna non fece mancare ai suoi fedeli il suo sostegno: la settimana successiva l'arciprete poteva recare a Caorle la notizia del cambio di ordini presso il comando tedesco.
E' questo, dunque, che oggi ricordiamo: la salvezza della nostra città di Caorle dalla distruzione materiale dei suoi edifici. Ma ben altre sono le distruzioni che oggi minacciano la nostra cittadina e la stabilità delle famiglie che la abitano: la droga e le dipendenze in cui troppo spesso i nostri giovani cadono, una concezione del lavoro e del denaro individualistica e maniacale, che arriva al punto di dividere i genitori dai propri figli, un'edilizia che talvolta si è mostrata insensibile ed irrispettosa dell'ambiente in cui è messa in opera; per non parlare del momento di difficoltà economica che tutto il nostro Paese vede davanti a sé. Anche oggi, come sessant'otto anni fa, possiamo affannarci per trovare da soli il modo di uscire da questi problemi, senza però riuscire a risolverli. La ricorrenza odierna ci indica l'unica via che può rendere fruttuosi i nostri sforzi: invocare l'aiuto di Dio, tramite la potente intercessione della sua Santissima Madre. Questo vuole essere l'augurio per la ricorrenza che all'inizio dell'anno ci richiama, come nel lontano 2 gennaio del 1944, ai piedi della Vergine dell'Angelo: non escludiamo Dio dalla nostra vita, non rifiutiamo l'aiuto della Madonna, che mai ha deluso le attese di chi la invoca sinceramente. Soltanto nel Signore possiamo essere certi che tutti i nostri propositi di solidarietà e amore verso gli altri sono puri ed autentici, e non contaminati dall'egoismo o dall'ideologia. La Madonna dell'Angelo si ricordi ancora, durante questo nuovo anno, dell'intera città di Caorle, anche se noi caorlotti, a volte, ci dimentichiamo di Lei.
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