
L'agiografia del santo ci narra di come, raccolto in preghiera, ricevette la visione di una luce sfolgorante, sopra l'altare della cappellina, nella quale potè scorgere Nostro Signore e la sua Santissima Madre, che adorò in silenzio. Alla richiesta di cosa volesse per la salvezza delle anime, san Francesco rispose che fosse loro concesso ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe; rispose Gesù: Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza. Andò, quindi, san Francesco al cospetto di papa Onorio III, in quel periodo in visita a Perugia, che dopo qualche esitazione concesse l'Indulgenza perpetua.
Così per tutti i fedeli che si rechino in visita in una chiesa francescana, o in loro assenza nella città ad una chiesa parrocchiale (come il nostro Duomo), sotto le consuete condizioni, è concessa l'Indulgenza plenaria (cioè le remissione di tutte le pene da espiare in Purgatorio a causa dei peccati commessi) per se stessi o per le anime del Purgatorio. Le condizioni alle quali è concessa l'Indulgenza plenaria sono: la Confessione sacramentale compiuta da non più di otto giorni o con il proposito di compierla entro gli otto giorni successivi; la partecipazione alla Santa Messa con l'accostamento alla Santissima Eucaristia; la visita ad una chiesa francescana o parrocchiale, nella quale recitare alcune preghiere tra le quali il Credo, il Padre nostro e una preghiera secondo le intenzioni del papa.
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