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martedì 13 aprile 2010

Dalla Santa Sede - Riunione Commissione Inchiesta su Medjugorje

Segnaliamo che oggi, nel bollettino informativo della Santa Sede, è data notizia che la prima riunione della Commissione internazionale d'Inchiesta istituita dal Santo Padre Benedetto XVI su Medjugorje si è tenuta lo scorso 26 marzo 2010. Nel comunicato, citato di seguito, si rendono noti i membri della commissione guidata dal cardinale vicario emerito Camillo Ruini, e i collaboratori esterni. Si precisa inoltre che la Commissione svolgerà le sue indagini in "rigoroso riserbo", e che, al termine, i risultati saranno riferiti alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

"La Commissione Internazionale di inchiesta su Medjugorje si è radunata per la sua prima sessione il 26 marzo 2010".
"La Commissione, presieduta dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma, è composta dai seguenti membri: Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo di Vrhbosna, Presidente della Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina; Cardinale Josip Bοzanić, Arcivescovo di Zagreb, Vicepresidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa; Cardinale Julián Herranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi; Monsignor Tony Anatrella, Psicoanalista e specialista in Psichiatria sociale, Monsignor Pierangelo Sequeri, Docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale; Padre A. David Maria Jaeger, O.F.M., Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; Padre Józef Kijas Zdzisław, O.F.M.Conv., Relatore della Congregazione delle Cause dei Santi; Padre Salvatore M. Perrella, O.S.M., Docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica "Marianum", e il Reverendo Achim Schütz, Docente di Antropologia Teologica presso la Pontificia Università Lateranense, in qualità di segretario. Monsignor Krzysztof Nykiel, Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, funge da segretario aggiunto".
"Ai lavori della Commissione hanno partecipato anche alcuni esperti: il Reverendo Franjo Topić, Docente di Teologia Fondamentale a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina); Padre Mijo Nikić, S.I., Docente di Psicologia e Psicologia delle Religioni presso l'Istituto Filosofico e Teologico della Compagnia di Gesù a Zagabria (Croazia); Padre Mihály Szentmártοni, S.I., Docente di Spiritualità presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma), e Sr. Veronica Nela Gašpar, Docente di Teologia a Rijeka (Croazia)".
"Come annunciato in precedenza, il lavoro della Commissione si svolgerà in rigoroso riserbo. Le conclusioni saranno sottoposte alle istanze della Congregazione per la Dottrina della Fede".

OP/ VIS 20100413 (320)

fonte: www.visnews.org

Nuovo blog del sito caorleduomo

Nasce oggi il nuovo blog del sito caorleduomo; sarà il nuovo contenitore delle notizie provenienti dalla parrocchia, dal patriarcato o dalla Santa Sede. La forma del blog permetterà un ulteriore contatto con i visitatori del sito; infatti, cliccando sulle notizie, sarà possibile anche commentare le notizie, ed interagire.
Per accedere al blog sarà sufficiente cliccare sulle notizie, sulla pagina principale del sito parrocchiale, oppure sull'apposito collegamento posto, come al solito, sulla parte sinistra di tutte le pagine del sito.

Buona navigazione.

domenica 4 aprile 2010

Intervista del patriarca in televisione

Nel giorno di Pasqua il patriarca è stato ospite del programma In mezz'ora, di Lucia Annunziata su Rai 3, durante il quale ha rilasciato una lunga intervista. I temi trattati sono stati molteplici, a partire dal significato della Pasqua per i cristiani e per i non cristiani: «La strada dell'Amore che Gesù ci indica è non solo attuale ma estremamente conveniente». Quindi, sulla predicazione dell'Amore, il patriarca dice: «L'amore è all'ordine del giorno di ogni uomo e di ogni donna di oggi. [...] Il punto è non chiamare astratto ciò che è enormemente concreto: ciò che è enormemente concreto è il mio bisogno singolo, personale, ma che è di ciascun uomo, di amare definitivamente e di essere amato. E questo lo vediamo tutti nell'esperienza degli affetti, nell'esperienza del lavoro, nella ricerca del riposo, nel modo con cui dobbiamo affrontare la nostra fragilità fisica e morale, il dolore, la prospettiva che questa vita terrena finisca. Quindi, come io constato e vedo nelle relazioni che ho ogni giorno con i miei fedeli qui, nel patriarcato, e in modo particolare in occasione della Visita Pastorale, che porta il vescovo a passare nelle parrocchie e nelle famiglie degli ammalati, l'amore è la molla del vivere».
Sollecitato dall'intervistatrice, ha poi parlato del ruolo della donna nel mondo e nella Chiesa: «Io penso che la Chiesa ami veramente le donne. [...] Il problema di oggi della verità dell'esperienza dell'amore è che emerga in maniera casta il rapporto dell'io maschile col tu femminile; casta non vuol dire moralistica, casta vuol dire: capace di rendere uno il mio io, capace di tenere in ordine la mia personalità. Allora è un dolore gravissimo vedere la banalizzazione della donna e del fascino stupendo del femminile in chiave erotico-ostensiva e banale; ed è terribile e tragico che la violenza sulle donne permanga e cresca. E questo ci deve fare riflettere tutti quanti insieme sul clima culturale e sullo stile di vita di questa nostra società».
Alla domanda sul "diritto delle donne a scegliere sulla propria maternità", nel dramma dell'aborto, il patriarca ha dichiarato: «La vita, dal concepimento, è un dono e questo lo si capisce da un fatto molto semplice: nessun uomo potrà mai autogenerarsi. [...] E' iscritto nella logica di dono della vita che l'aborto è un'aberrazione. La Chiesa sostiene questa posizione non ideologicamente, la sostiene perché vuol dire all'uomo: "Guarda che il tuo essere uomo, il tuo stare nella libertà, il tuo tendere al compimento non può rinunciare ai fondamentali"; e che la vita è un dono e pertanto l'aborto è un'aberrazione è un fondamentale».
Infine il capitolo sullo scandalo della pedofilia che, attualmente, occupa le pagine di molti giornali italiani ed esteri: a proposito del «venire alla ribalta di questi fenomeni terribili, di questo peccato scandalosamente grave e ancor più grave quando è compiuto da un consacrato, [...] papa Benedetto ha usato delle parole durissime: "Sgomento, tradimento, rimorso"; ha richiamato con chiarezza che il perdono, che è possibile per ogni peccato, implicherà il rendere conto a Dio e ai tribunali istituiti correttamente». E sugli attacchi mediatici cui stiamo assistendo in questi giorni al papa, dall'Italia e dall'estero: «Non è uno che si nasconde dietro al suo ruolo questo "umile lavoratore della vigna", come lui stesso si è definito, un uomo intelligentissimo e di un'umiltà eccezionale; si è giocato un'altra volta in primo piano, non ha usato gli apparati. Allora certamente la campagna mass-mediatica contro di lui è pretestuosa».

Per ascoltare l'intera intervista clicca qui.

Messaggio Urbi et Orbi del papa

"Cantemus Domino: gloriose enim magnificatus est". "Cantiamo al Signore: è veramente glorioso!" (Liturgia delle Ore, Pasqua, Ufficio di Lettura, Ant. 1).

Cari fratelli e sorelle!

Vi reco l’annuncio della Pasqua con queste parole della Liturgia, che riecheggiano l’antichissimo inno di lode gli ebrei dopo il passaggio del Mar Rosso. Narra il Libro dell’Esodo (cfr 15,19-21) che quando ebbero attraversato il mare all’asciutto e videro gli egiziani sommersi dalle acque, Miriam – la sorella di Mosè e di Aronne – e le altre donne intonarono danzando questo canto di esultanza: "Cantate al Signore, / perché ha mirabilmente trionfato: / cavallo e cavaliere / ha gettato nel mare!". I cristiani, in tutto il mondo, ripetono questo cantico nella Veglia pasquale, ed una speciale preghiera ne spiega il significato; una preghiera che ora, nella piena luce della Risurrezione, con gioia facciamo nostra: "O Dio, anche ai nostri tempi vediamo risplendere i tuoi antichi prodigi: ciò che facesti con la tua mano potente per liberare un solo popolo dall’oppressione del faraone, ora lo compi attraverso l’acqua del Battesimo per la salvezza di tutti i popoli; concedi che l’umanità intera sia accolta tra i figli di Abramo e partecipi alla dignità del popolo eletto".

Il Vangelo ci ha rivelato il compimento delle antiche figure: con la sua morte e risurrezione, Gesù Cristo ha liberato l’uomo dalla schiavitù radicale, quella del peccato, e gli ha aperto la strada verso la vera Terra promessa, il Regno di Dio, Regno universale di giustizia, di amore e di pace. Questo "esodo" avviene prima di tutto dentro l’uomo stesso, e consiste in una nuova nascita nello Spirito Santo, effetto del Battesimo che Cristo ci ha donato proprio nel mistero pasquale. L’uomo vecchio lascia il posto all’uomo nuovo; la vita di prima è alle spalle, si può camminare in una vita nuova (cfr Rm 6,4). Ma l’"esodo" spirituale è principio di una liberazione integrale, capace di rinnovare ogni dimensione umana, personale e sociale.

Sì, fratelli, la Pasqua è la vera salvezza dell’umanità! Se Cristo – l’Agnello di Dio – non avesse versato il suo Sangue per noi, non avremmo alcuna speranza, il destino nostro e del mondo intero sarebbe inevitabilmente la morte. Ma la Pasqua ha invertito la tendenza: la Risurrezione di Cristo è una nuova creazione, come un innesto che può rigenerare tutta la pianta. E’ un avvenimento che ha modificato l’orientamento profondo della storia, sbilanciandola una volta per tutte dalla parte del bene, della vita, del perdono. Siamo liberi, siamo salvi! Ecco perché dall’intimo del cuore esultiamo: "Cantiamo al Signore: è veramente glorioso!"

Il popolo cristiano, uscito dalle acque del Battesimo, è inviato in tutto il mondo a testimoniare questa salvezza, a portare a tutti il frutto della Pasqua, che consiste in una vita nuova, liberata dal peccato e restituita alla sua bellezza originaria, alla sua bontà e verità. Continuamente, nel corso di duemila anni, i cristiani – specialmente i santi – hanno fecondato la storia con l’esperienza viva della Pasqua. La Chiesa è il popolo dell’esodo, perché costantemente vive il mistero pasquale e diffonde la sua forza rinnovatrice in ogni tempo e in ogni luogo. Anche ai nostri giorni l’umanità ha bisogno di un "esodo", non di aggiustamenti superficiali, ma di una conversione spirituale e morale. Ha bisogno della salvezza del Vangelo, per uscire da una crisi che è profonda e come tale richiede cambiamenti profondi, a partire dalle coscienze.

Al Signore Gesù chiedo che in Medio Oriente, ed in particolare nella Terra santificata dalla sua morte e risurrezione, i Popoli compiano un "esodo" vero e definitivo dalla guerra e dalla violenza alla pace ed alla concordia. Alle comunità cristiane, che, specialmente in Iraq, conoscono prove e sofferenze, il Risorto ripeta la parola carica di consolazione e di incoraggiamento che rivolse agli Apostoli nel Cenacolo: "Pace a voi!" (Gv 20,21).

Per quei Paesi Latino-americani e dei Caraibi che sperimentano una pericolosa recrudescenza dei crimini legati al narcotraffico, la Pasqua di Cristo segni la vittoria della convivenza pacifica e del rispetto per il bene comune. La diletta popolazione di Haiti, devastata dall’immane tragedia del terremoto, compia il suo "esodo" dal lutto e dalla disperazione ad una nuova speranza, sostenuta dalla solidarietà internazionale. Gli amati cittadini cileni, prostrati da un’altra grave catastrofe, ma sorretti dalla fede, affrontino con tenacia l’opera di ricostruzione.

Nella forza di Gesù risorto, in Africa si ponga fine ai conflitti che continuano a provocare distruzione e sofferenze e si raggiunga quella pace e quella riconciliazione che sono garanzie di sviluppo. In particolare, affido al Signore il futuro della Repubblica Democratica del Congo, della Guinea e della Nigeria.

Il Risorto sostenga i cristiani che, per la loro fede, soffrono la persecuzione e persino la morte, come in Pakistan. Ai Paesi afflitti dal terrorismo e dalle discriminazioni sociali o religiose, Egli conceda la forza di intraprendere percorsi di dialogo e di convivenza serena. Ai responsabili di tutte le Nazioni, la Pasqua di Cristo rechi luce e forza, perché l’attività economica e finanziaria sia finalmente impostata secondo criteri di verità, di giustizia e di aiuto fraterno. La potenza salvifica della risurrezione di Cristo investa tutta l’umanità, affinché essa superi le molteplici e tragiche espressioni di una "cultura di morte" che tende a diffondersi, per edificare un futuro di amore e di verità, in cui ogni vita umana sia rispettata ed accolta.

Cari fratelli e sorelle! La Pasqua non opera alcuna magia. Come al di là del Mar Rosso gli ebrei trovarono il deserto, così la Chiesa, dopo la Risurrezione, trova sempre la storia con le sue gioie e le sue speranze, i suoi dolori e le sue angosce. E tuttavia, questa storia è cambiata, è segnata da un’alleanza nuova ed eterna, è realmente aperta al futuro. Per questo, salvati nella speranza, proseguiamo il nostro pellegrinaggio, portando nel cuore il canto antico e sempre nuovo: "Cantiamo al Signore: è veramente glorioso!".

lunedì 15 marzo 2010

Celebrazioni della Settimana Santa

Si avvicina la Settimana Santa, che porta nel fulcro della vita cristiana di tutto l'anno liturgico. Si comincia domenica 28 marzo, con la domenica delle palme; faremo memoria dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme con la benedizione degli ulivi, sul sagrato della chiesa della Madonna di Pompei alle ore 10:00, a cui seguirà la processione verso il Duomo, ove sarà celebrata la Santa Messa. Il momento culminante sarà il sacro Triduo pasquale, che comincerà giovedì 1° aprile alle ore 20:30, con la Messa in Coena Domini, dove faremo memoria dell'ultima cena di Gesù e della lavanda dei piedi; continuerà con la celebrazione della Passione e Morte di Gesù, venerdì 2 aprile alle 15:00; infine si concluderà la notte del sabato santo, 3 aprile, con la solenne Veglia pasquale, con inizio alle ore 21:00.
La presenza costante di Gesù tra noi sarà sottolineata dall'Adorazione del Santissimo Sacramento; domenica 28 dalle 12:45 alle 17:45, lunedì e martedì santo dalle 8:30 alle 18:00 e mercoledì santo dalle 8:30 alle 12:00. Infine giovedì santo a partire da dopo la Messa in Coena Domini per tutta la notte, fino al pomeriggio del venerdì santo.
Dal pomeriggio del giovedì santo e per tutti i giorni del venerdì e del sabato santo dei sacerdoti saranno disponibili in Duomo per il sacramento della Confessione.

venerdì 19 febbraio 2010

Venerdigiuniamo

La proposta è diocesana e promossa da: pastorale degli Stili di vita - ufficio Missioni - pastorale Sociale e del Lavoro - Caritas - ufficio Evangelizzazione e Catechesi - Pastorale Giovanile. Perché digiunare? L'uomo ha bisogno di nutrirsi per vivere. Quando digiuniamo riaffermiamo il primato di Dio, che è al di sopra delle cose più importanti dell'uomo. Per questo nelle pause pranzo dei venerdì di Quaresima: digiuniamo insieme, per nutrirci di Dio e aver fame di giustizia. Questa la proposta della nostra diocesi per i venerdì di Quaresima: un segno visibile della penitenza quaresimale, che si esprime nel digiuno, ogni venerdì, dedicando la pausa pranzo alla preghiera in chiesa e devolvendo il ricavato in opere di carità (ad esempio alla raccolta "Un pane per amor di Dio", in favore delle missioni diocesane). Nella nostra parrocchia il Duomo sarà aperto appositamente dalle 12 alle 14 per un momento di preghiera di quanti vorranno aderire a questa proposta.

Visita la pagina del patriarcato dedicata all'iniziativa e scarica i sussidi di preghiera: clicca qui.

mercoledì 17 febbraio 2010

Messaggio del papa per la Quaresima

Anche quest'anno il Santo Padre ha diffuso a tutti i fedeli cattolici il messaggio per la Quaresima, sul tema: La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo. In questo messaggio il papa ripercorre il significato della parola "giustizia", partendo da quella che è la giustizia umana del "dare a ciascuno il suo" e spiegando come questo trova compimento nella giustizia divina: «Sono certamente utili e necessari i beni materiali – del resto Gesù stesso si è preoccupato di guarire i malati, di sfamare le folle che lo seguivano e di certo condanna l’indifferenza che anche oggi costringe centinaia di milioni di essere umani alla morte per mancanza di cibo, di acqua e di medicine - ma la giustizia “distributiva” non rende all’essere umano tutto il “suo” che gli è dovuto. Come e più del pane, egli ha infatti bisogno di Dio».
Parla poi di giustizia per contrastare l'ingiustizia, che, citando il Vangelo di Marco, viene da dentro l'uomo: «Molte delle moderne ideologie hanno, a ben vedere, questo presupposto: poiché l’ingiustizia viene “da fuori”, affinché regni la giustizia è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono l’attuazione. Questo modo di pensare - ammonisce Gesù - è ingenuo e miope. L’ingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male». Infine si concentra propriamente sul tema della giustizia di Dio, dall'Esodo al sacrificio di Cristo, sottolineando che, con il sacrificio di Cristo, l'uomo non si libera da solo dall'ingiustizia; dunque la Quaresima invita a riflettere sulla non autosufficienza dell'uomo: è questo, dice il papa, che spinge il cristiano a formare società giuste.
Di seguito è riportato l'intero messaggio del Santo Padre (formato pdf).

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2010
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